CUPRA MARITTIMA – La spinta del caloroso pubblico cuprense, con tamburi, bandiere, striscioni, cori, il tutto a formare una splendida coreografia, non è bastata. La Cuprense dopo il 2 a 0 subìto in casa contro il Montegranaro è chiamata a compiere un’autentica impresa. Mister Clerici valuta l’intera stagione.
Come valuta la prestazione di sabato scorso?
«La differenza tecnica, di maturità e di esperienza tra le due squadre era troppo evidente, non a caso con il Montegranaro in questa stagione non abbiamo preso neanche un punto, mentre con le altre (Folgore, Recanatese e Cascinare, ndr) abbiamo conquistato il pari».
A Montegranaro servirà un’impresa. Crede ancora nel passaggio del turno?
«Un po’ mi preoccupa lo spirito di rassegnazione che c’è nell’ambiente. Comunque ci prepareremo al meglio soprattutto a livello psicologico. Sarà fondamentale scendere in campo con le giuste motivazioni ed una buona dose di grinta, per compensare le differenze a livello tecnico. Il Montegranaro merita il passaggio del turno».
Come si è trovato in questo secondo anno a Cupra?
«Sono veramente contento. L’anno scorso abbiamo vinto il campionato di Prima Categoria ma a livello professionale quest’anno ho avuto maggiori soddisfazioni. Credo sia stato l’anno migliore della mia carriera. La crescita che ha fato questa squadra in questi ultimi sei mesi, non l’ho riscontrata mai in nessuna altra squadra che ho allenato».
Qualche rammarico?
«Uno solo: Vivani. Non ha reso per quello che era nelle sue possibilità. Forse sarebbe stato più apprezzato per quelle che sono le sue doti in una squadra ad alto livello tecnicoì».
La ritroveremo alla guida della Cuprense il prossimo anno?
«Dovrò valutare. Indubbiamente sarà al quanto difficile ripetere una stagione come questa passata. La società dovrà scegliere se far giocare atleti locali, però credo che così le ambizioni siano ristrette, oppure se si vuole puntare in alto, società ma soprattutto tifoseria dovranno mettere da parte certi pregiudizi verso calciatori provenienti da altri vivai, specialmente quelli ascolani».

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