SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Canoni demaniali, soddisfazione di Fiba-Confesercenti e SIB-Confcommercio. Qualche distinguo invece da parte degli Imprenditori Turistici Balneari. La questione è nota: la Finanziaria del 2003 impose un aumento indiscriminato dei canoni demaniali del 300%. Tanto indiscriminato che nessuno poi, a Roma o anche nelle sedi regionali dell’Agenzia del Demanio, ha avuto fino ad ora il coraggio di far applicare il balzello. Si è arrivati così ad una circolare dell’Agenzia del Demanio, emessa lo scorso 13 aprile, in cui si invitavano le regioni ad applicare l’aumento, a partire dal 1° gennaio 2004.
Sono così insorti i sindacati di categoria, tanto da giungere, nella giornata di martedì 9 maggio, ad un incontro del Coordinamento degli Assessori Regionali al Turismo e Demanio che si è tenuto, a Roma, per discutere la questione. Ovviamente i delegati regionali hanno ribadito il secco no alla quadruplicazione indiscriminata del canone.
Le reazioni dei sindacati sono state, riguardo questa decisione, positive, con qualche ovvio distinguo. «Piena soddisfazione» viene detto dalla Fiba-Confesercenti, che auspica che venga convocato al più presto un Tavolo tecnico con Governoe Regioni al fine di arrivare ad una soluzione del problema. «Le Regioni hanno così voluto precisare ancora una volta che la decorrenza di ogni aumento dei canoni demaniali marittimi entrerà in vigore solo dopo un esplicito provvedimento di rideterminazione degli stessi», scrive la Confesercenti. Ilenia Illuminati, vicepresidente Fiba Nazionale e sambenedettese.
La Illuminati, criticando le decisioni del ministro Tremonti, auspica che «il nuovo Governo possa trattare la questione in maniera del tutto diversa» e ringrazia «la Regione Marche, e in particolare il vice presidente Agostini, che è stata sempre al nostro fianco».
Stessa soddisfazione viene espressa dal Sindacato Italiano Balneari aderente alla Confcommercio riguardo le decisioni delle Regioni. «Il SIB – precisa il presidente nazionale Riccardo Borgo – apprezza anche l’affermazione delle Regioni laddove si sottolinea che la rivalutazione debba interessare tutti i canoni demaniali, non solo quelli per le concessioni a finalità turistico-ricreativa. Così come è importante il richiamo affinchè venga affrontato anche il problema dell’aliquota IVA a carico dei balneari per la quale resta inspiegabile la disparità di trattamento rispetto ad altri servizi turistici».
Diversa invece la valutazione di Giuseppe Ricci, presidente degli Imprenditori Turistici Balneari, il quale ha inviato al deputato Renzo Lusetti della Margherita una documentazione per una futura interrogazione parlamentare al prossimo governo. Ricci ribadisce che l’ITB sarà soddisfatta soltanto qualora si provveda «all’annullamento del provvedimento di aumento dei canoni demaniali» e non, semplicamente, ad un loro congelamento. Inoltre l’ITB chiede l’applicazione della Legge 494/93 sui canoni demaniali, il quale chiedeva alle Regioni di classificare la valenza turistica della spiaggia. «Solo Marche e Liguria l’hanno fatto, mentre tutte le altre Regioni sono nella terza fascia» e quindi, continua Ricci, si è nell’assurda situazione in cui in Versilia, a Fregene, Ostia, Napoli, Taormina pagano attualmente canoni inferiori alle località marchigiane. «Solo dopo l’annullamento dell’aumento del 300% si potrà aprire un Tavolo tecnico di concertazione tra Regioni e Ministero», conclude Giuseppe Ricci.

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