ASCOLI PICENO – Occupazione nella provincia di Ascoli Piceno. L’ottimismo della speranza è appeso al filo di un dato: nei primi quattro mesi del 2005 erano stati persi 1.105 posti di lavoro, per i quali erano scattati gli ammortizzatori sociali della mobilità (leggi 223/91, 236/93, sentenza Corte di cassazione). Nello stesso periodo del 2006 il dato è quasi dimezzato: 629 casi.
Segnali. «Quello sulla mobilità è un dato molto importante», dice il vicepresidente della Provincia e assessore al Lavoro Emidio Mandozzi, «Dal 2003 è infatti il primo dato di questo genere che inverte la tendenza alla crescita. Il dato complessivo del 2005, d’altra parte, era stato particolarmente gravoso, con ben 2.552 lavoratori in mobilità. Oggi abbiamo quindi un segnale di ripresa della nostra economia, grazie anche alle politiche di concertazione che abbiamo attuato nel corso del tempo».
Le maggiori crisi. Le principali vertenze in corso nel territorio provinciale, come è noto, riguardano gli stabilimenti Sgl Carbon ad Ascoli e Sadam a Fermo, per i quali studiano ipotesi di riconversione – rispettivamente – il Consorzio Ferrara Ricerche (www.consorzioferrararicerche.it), tramite una specifica équipe presieduta dal rettore dell’Università di Ferrara Patrizio Bianchi, e l’Università Politecnica delle Marche. Entro fine maggio dovrebbero arrivare i risultati di tali studi di fattibilità.
Riconversione Sgl Carbon. I 27 ettari dell’area su cui sorge la Sgl verrebbero divisi in tre zone di uguale estensione, una adibita a parco urbano, una seconda che ospiterebbe una “cittadella della scienza e della ricerca?, la terza per residenza a servizio delle strutture che si insendiano nell’intera area. Per i 112 lavoratori dell’azienda, oltre agli ammortizzatori sociali, la prospettiva di un nuovo impiego in altra azienda lungo la Vallata del Tronto. Alcuni, ad esempio, hanno già trovato una nuova sistemazione presso la sede ascolana del Consorzio Sviluppo Futuro di Latina (http://81.117.160.171/index.htm), impresa di logistica e servizi alle imprese.
Sadam. Per i circa 170 lavoratori della Sadam, invece, oltre alle soluzioni già citate, potrebbe esserci quella di trovare un impiego nell’impianto di produzione di bioenergie (anche per autotrazione), qualora venga effettuata una tale riconversione dell’attuale zuccherificio.
Centri per l’impiego. Negli ultimi anni la legge ha trasformato i vecchi “uffici di collocamento? in “Centri per l’impiego?, di competenza delle Province. A fine 2005 gli iscritti erano 28.494, di cui 17.765 femmine e 10.729 maschi: 9.013 ad Ascoli, 12.003 a Fermo, 7.478 a San Benedetto. «Da alcuni anni la Provincia mette in campo alcune azioni per contrastare la disoccupazione, specie giovanile», prosegue Mandozzi, «come l’inserimento di laureati e diplomati, che attualmente sono più di mille. Abbiamo inoltre progetti per l’innovazione, in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche e con quella di Camerino, e con aziende e centri di ricerca come Asteria e Coico. All’ultima edizione del Micam, la fiera calzaturiera di Milano, c’erano più di trecento espositori e anche molti rappresentanti stranieri. Anche questi sono segnali di ripresa. È invece un problema il fatto che se il numero degli occupati è aumentato, spesso si tratta di lavori precari. A questo proposito, a fine 2005 in Provincia abbiamo regolarizzato un centinaio di collaboratori (sui circa seicento dell’ente). Persone che continuano ad avere contratti a progetto perché la Finanziaria non permette assunzioni a tempo indeterminato, ma abbiamo almeno dato diritti sulla malattia, le ferie, ecc».
Dati Cgil. Negli ultimi cinque anni 8.360 persone hanno perso il posto di lavoro in provincia di Ascoli. Fattori di preoccupazione sulla situazione dell’occupazione nel Piceno sono stati evidenziati dal segretario provinciale della Cgil Emidio Celani, durante il sesto congresso territoriale della Camera confederale del lavoro di Ascoli Piceno, che si è svolto presso il Comune di Monsampolo il 12 e 13 gennaio 2006. Nella sua relazione Celani parlava dei circa 300 addetti in meno nel settore del trasporto su gomma negli ultimi anni, e si soffermava sulla perdita complessiva dei posti di lavoro. Il dato citato sopra, per esempio: i 2.552 lavoratori in mobilità nel 2005 equivale ad un incremento del 33,82% rispetto al 2004, quando si erano avuti 1.907 casi (nel 2003 1.778, nel 2002 876, nel 2001 1.255, nel 2000 492).
Disoccupati. Celani faceva inoltre la seguente riflessione sul numero dei disoccupati: «Gli iscritti al collocamento di Ascoli Piceno sono passati da 40.023 del 2003 a 20.791 nel 2004 e 26.381 nel 2005. La disoccupazione nel 2004 sarebbe dunque diminuita del 50% per poi risalire del 26,8% nel 2005. Riteniamo che una lettura più puntuale debba tenere conto del fatto che i disoccupati tendono a non iscriversi più al collocamento, che esso non viene più considerato come canale per trovare lavoro, che si va incontro a strane tipologie di lavoro come il co.co.co. o il co.co.pro. (circa 20.000 presenze)». Celani lamentava infine un 36,6% di lavoro precario in provincia di Ascoli. Tutto ciò a fronte di notevoli rincari delle tariffe, denunciati, come diceva ancora Celani dalla «Intesaconsumatori, l’associazione che raccoglie l’Adoc, l’Adusbef, Codacons e Federconsumatori, che dopo la stangata tariffaria del 2005 pari a 670 euro a famiglia e dopo che i prezi su base annua sono aumentati, almeno il doppio, registra per il 2006 una raffica di aumenti stiamta inotrno a una nuova spesa di 700 euro a famiglia».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 381 volte, 1 oggi)