SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È vero, la vita è sofferenza. Ma i tifosi della Samb non possono soffrire per sempre. Se ieri è stato il giorno della dichiarazione di fallimento, oggi si cercano di raccogliere tutti i mille cocci che in undici anni, dal tempo del primo, maledetto fallimento, si sono accumulati attorno alla società della lancétte. Da Venturato a Soldini, andata e ritorno in un incubo. La Sambenedettese Calcio Srl non c’è più, così come scomparve la Sambenedettese Calcio SpA. Cosa ne sarà di noi, ci si chiede a San Benedetto, nell’attesa della prima sfida play-out della storia del club, e del timore di ulteriori penalizzazioni in classifica?
Le teste e i cuori di tutti sono volti al gruppo di imprenditori sambenedettesi che, dietro l’invito di Tommaso Caroselli Leali della Sassomeccanica e di Domenico Amadio della Edilmeccanica, si sono più volte incontrati per dar vita al progetto May Day. Iniziativa nata per fornire un paracadute alla Samb proprio in caso di fallimento. Ma, come raccontano i proverbi dei nonni, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Sarà così anche in questo caso?
Gli uomini del progetto May Day si muovono cautamente: fino a giovedì sono programmati incontri e verifiche. Perchè, come ci fa sapere Tommaso Caroselli, «la May Day non è ancora una società, ma è un progetto» e come tale diventerà una società operativa solo se «le condizioni previste dal progetto verranno rispettate». Le condizioni iniziali riguardavano il raggiungimento di un capitale sociale complessivo di 500 mila euro, conferito attraverso dieci quote sociali da 50 mila euro ciascuna. «Giovedì o venerdì conosceremo l’assetto definitivo della May Day» continua Caroselli.
Si tratta di momenti delicati per il futuro della Sambenedettese Calcio. Il curatore fallimentare, il sambenedettese Franco Zazzetta, è al lavoro per seguire la procedura civilistica del fallimento, ma contemporaneamente sa che il suo orologio scotta, e che non si può pensare in termini di giorni, ma di ore, minuti. Bisognerà mettere in vendita il titolo sportivo, fare un’asta, destinare il ricavato ai creditori (attenzione ai furbacchioni dell’ultima ora, compari di Soldini con le loro fatture stralunate). E poi: tenere i contatti con la Federazione, sperare che le garanzie dei nuovi entrati siano apprezzate. I play-out complicano terribilmente la programmazione, perché la categoria di ripartenza potrebbe, dovrebbe essere quella che i guerrieri rossoblu si guadagneranno vuotando le ultimissime energie di una stagione infernale.
E la vicenda Samb diventa anche un cuneo ficcato nella campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale e l’elezione del sindaco: «Incontreremo i candidati sindaco la prossima settimana» fa sapere Caroselli, il quale non esita a fare delle distinzioni: «Gaspari e Martinelli, mi sembra, hanno detto cose molto diverse. Ascolteremo per bene e con calma». Intanto l’avvocato bolognese Mattia Grassani, creditore che per primo ha presentato istanza di fallimento dietro il consiglio di qualche vecchio dirigente rossoblu, sta studiando come dare concretezza ai contatti avuti con la May Day nelle scorse settimane. Ovvero acquisto del titolo e permanenza della Samb in C1. Cosa che sarà possibile grazie a quegli undici guerrieri in rossoblu. E alla May Day, se da progetto diventerà realtà.

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