ASCOLI PICENO – Per i sambenedettesi tornano alla memoria i lugubri fantasmi di una analoga vicenda: il fallimento causato – nell’agosto del ’94 – da un altro impenditore d’assalto, quell’Antonio Venturato da Treviso che per certi versi ricorda la figura di Alberto Soldini, il quale fino all’ultimo aveva ostinatamente “giurato? sulla fantomatica esistenza di «un gruppo pronto a salvare» il club rossoblu.
Nel dispositivo scritto dal Tribunale del capoluogo piceno, si legge altresì che è stato nominato curatore fallimentare il commercialista sambenedettese Franco Zazzetta. Alla società fallita è stato ordinato di depositare in Cancelleria entro 24 ore dalla notifica i bilanci e le scritture contabili. I vari creditori e terzi che vantano diritti reali su cose in possesso della società fallita, hanno trenta giorni di tempo per “insinuarsi? nella proceduta fallimentare.
Il Tribunale ha inoltre stabilito che l’udienza in cui si procederà all’esame del passivo societario, davanti al giudice Calvaresi, è fissata per venerdì 20 ottobre 2006, alle ore 9,30.
Nelle motivazioni che hanno indotto il Tribunale alla sentenza, si legge che essa è stata chiesta il 9 marzo scorso dall’avvocato Mattia Grassani, dall’ex team manager Michele Scaringella e dalle ditte Villa Picena Srl di Colli del Tronto, dalla Fifa Service Scarl (che gestisce il servizio d’ordine allo stadio) e l’azienda di trasporti Start Spa per «l’ingiustificato inadempimento della società debitrice alle proprie obbligazioni».
Il Tribunale ha osservato che dalle indagini eseguite dalla Guardia di Finanza nel marzo scorso, la Sambenedettese Calcio versava in stato di dissesto finanziario e che a suo carico risultavano pendenti alcune procedure di espropriazione immobiliare. Il Collegio Giudicante ha ritenuto che gli inadempimenti della Samb, si sono protratti per troppo tempo e che la sua crisi è ormai definitiva e irreversibile, tanto che la società non dispone di sufficienti mezzi di pagamento per sanare i propri debiti.
L’attuale amministratore unico della Samb Alberto Soldini – si legge ancora nelle motivazioni – «non ha fornito alcun elemento valido per dimostrare che la Samb dispone di risorse economiche liquide e di altri mezzi finanziari. E che inoltre tale imprenditore non si trova più in grado di soddisfare in modo regolare i propri debiti».

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