SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Rammarico misto a goia. E’ il sentimento che pervade l’intero ambiente rossoblu e che sembra stagliarsi netto sopra la vittoria ottenuta sul Padova. A referto il quarto successo nello spazio di sei partite. Non basta però al sodalizio di Viale dello Sport per salvarsi dagli spareggi per non retrocedere. Non è sufficiente per esorcizzare le paure dell’imponderato – fino a un certo punto – di ciò che accadrà a prescindere dai risultati ottenuti sul campo.
E a proposito del rettangolo verde, la Samb ha concluso in crescendo una stagione tribolata, caratterizzata da un passaggio societario (?), da sei (!) cambi in panchina, da una campagna di rafforzamento invernale a dir poco scellerata e tanto altro ancora. Ma non finisce qui. Perchè quella che sta per cominciare sarà l’ennesima settimana di passione in riva all’Adriatico.
Sul capo della Samb pendono due questioni che fanno tremare i polsi della tifoseria: il probabilissimo fallimento – già da stamattina, da Ascoli, potrebbero arrivare notizie in questa direzione; o dobbiamo credere ad Alberto Soldini, che più volte ha millantato fantomatici imprenditori pronti a rilevare il pacchetto societario marchigiano? – e l’altrettanto probabile penalizzazione per il presunto illecito amministrativo messo in atto dalla gestione Mastellarini. Altri punti insomma, potrebbero essere sottratti alla classifica di Zanetti e soci. Quali scenari si aprirebbero? Facile: un avversario diverso per gli spareggi play out. Non il San Marino. Nella peggiore delle ipotesi la Pro Sesto (quart’ultima, ma a quel punto un gradino più su), qualora per la Samb si profilasse una stangata di una decina di punti, che la regalerebbe alla penultima poltrona, sopra solo alla retrocessa Fermana.
Vada come vada, nei cuori di tutti i tifosi rossoblu rimarrà appiccicato, indelebilmente, il ricordo di una squadra fantastica. Ripetiamo: questi ragazzi verranno ricordati a lungo. Lottatori indomiti. E per una volta non è demagogia. Anche contro il Padova tante assenze; non bastavano Zanetti e Docente, all’ultimo si è fermato anche Faieta, malato. Senza dimenticare Voltattorni, stoppato, pure lui, dall’influenza.
Mutano gli addendi ma il risultato non cambia, insegna la matematica. E allora: dentro Akassou, rispolverato Bagalini; la Samb ha fatto comunque la sua parte, aiutata dal solito uomo in più: il pubblico. Un binomio che, difficoltà dopo difficoltà, si è confermato indissolubile.
Pensando a questioni meramente tecniche, viene insomma da pensare, che sia il San Marino, la Pro Sesto, o qualsiasi altra squadra, la Samb attuale, magari con qualche recupero eccellente, forte anche della sua incredibile tifoseria – non a caso Colonnello ha già parlato di «invasione» – è nella possibilità di non fermarsi sul più bello e portare a termine l’impresa. Almeno sul campo. Fa male, ma occorre sottolinearlo.

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