SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Sono più di cento i minori in età evolutiva (0-16 anni) affetti da gravi e gravissimi disturbi cognitivi, relazionali e di comportamento che, già da tempo in lista di attesa nelle strutture pubbliche e private convenzionate, non trovano una soluzione per potersi curare o, almeno, essere avviati su un percorso di recupero e riabilitazione. Con tutte le conseguenze immaginabili, dapprima rivolte a loro stessi ed alle loro famiglie, pure senza alcun supporto, e poi al contesto in cui vivono (scuola, ambiente, società)».
È questa la denuncia del presidente del “Comitato handicap progetto piceno? (Chapp) Gabriele Franceschini, che prosegue così il suo intervento: «La ragione di questa atroce assurdità (parliamo dei nostri figli, comunque dei nostri giovani, cioè del futuro di questa comunità) va ricondotta al fatto che non ci sono i fondi, da parte del sistema sanitario, per coprire i costi degli interventi necessari. Queste aree di fragilità (malessere psichico, esclusione sociale) sono poste dal nostro Piano sanitario regionale “al centro degli interventi di tutela della salute? e rappresentano anche “l’impegno etico primario della Regione Marche?. Concetti e disposizioni che interessano affatto le attuali Direzioni distrettuale e sanitaria della Asur 12 di San Benedetto del Tronto. (…) Latitanze ed indisponibilità delle attuali Direzioni distrettuale e sanitaria che si riscontrano anche nel settore delle persone disabili ed in quello delle dipendenze patologiche».
La conclusione: «Sprechi, scelte sbagliate, clientele ed incapacità, sono sufficienti per giustificare e quindi non consentire la soddisfazione di quel diritto, naturale e primario, alla salute proprio di ogni persona? Cosa ne sarà di questi ragazzi e delle loro famiglie? Attendiamo una risposta dalla Asur 12 di San Benedetto del Tronto e, poiché a breve ci sarà l’elezione di una nuova amministrazione comunale, chiediamo, al riguardo, un impegno serio da parte dei candidati a sindaco. A cominciare, non solo per questi motivi, con la istituzione di un “assessorato all’infanzia, età evolutiva e giovani?; con la realizzazione, per l’ampliamento del welfare locale, di “punti di orientamento socio-sanitario? presso gli studi dei medici di base al fine di fornire competenze e risposte alla crescente domanda di salute fuori dagli ospedali».

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