SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Continua a far discutere la temuta stangata sui canoni demaniali: dopo che lo scorso 13 aprile l’Agenzia del Demanio di Roma aveva inviato alle sedi demaniali regionali una circolare dove invitava all’applicazione del’aumento del 300% dei canoni, oggi, con un comunicato, la Confcommercio provinciale riporta la notizia che «l’Agenzia del Demanio ha chiarito di non aver diramato alcuna circolare riguardante istruzioni sulla richiesta di aumento del 300% dei canoni demaniali marittimi a partire dal 1° gennaio 2004». Tuttavia, per dovere di cronaca, possiamo affermare di aver visto tale circolare, precisamente quella inviata alla Regione Liguria.
«La comunicazione dell’Agenzia del Demanio conferma, ancora una volta, che siamo riusciti a ricondurre l’operato degli organi istituzionali competenti nel rispetto dei principi sanciti dall’ordinamento giuridico vigente», afferma il presidente della Confcommercio provinciale Giorgio Fiori, che continua dicendo che «siamo soddisfatti di una tale chiarissima precisazione dell’Agenzia del Demanio – conclude Giorgio Fiori – in quanto al di là del risultato, collima con le nostre anticipazioni dei giorni scorsi con cui avevamo già sottolineato che l’aumento del 300% era inapplicabile». Secondo la Confcommercio occorrerà che il nuovo governo risolva la questione, attraverso una rideterminazione dei canoni demaniali di concerto con Regioni e Amministrazioni di categoria.
Non è assolutamente d’accordo su questa linea Giuseppe Ricci, presidente degli Imprenditori Turistici Balneari: «Noi non chiediamo nessuna rideterminazione ma vogliamo che la legge del 2003, che prevede la quadruplicazione dei canoni demaniali, venga abolita. La circolare dell’Agenzia del Demanio è stata emessa, ma noi ci batteremo contro di essa, chiedendo l’applicazione corretta della legge 494/93: circa il 50% del canone demaniali viene evaso, e soltanto Marche e Liguria hanno classificato il proprio arenile, contro l’inerzia volontaria di tutte le altre regioni».
«Protesteremo duramente se ciò non avverrà» continua Ricci, che lunedì prossimo si recherà in Regione e quindi, martedì, presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, dipartimento del turismo, proprio per questo argomento. E infine, Ricci ricorda che «la politica portata avanti dai sindacati nazionali su questo tema è stata molle e deficitaria, e proprio per questo motivo gli imprenditori balneari hanno deciso di andare avanti da soli nella battaglia».

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