Politica. Harakiri – come ci ricorda il vocabolario Zingarelli – è un’azione che arreca grave danno a chi la compie. Un titolo che in questo momento è la sintesi perfetta delle vicende politiche sambenedettesi. Giovanni Gaspari e i suoi otto cavalli vanno d’amore e d’accordo in attesa del prossimo 29 maggio. E’ solo questione di tempo. Fra poco più di venti giorni verrà incoronato Primo cittadino della città di San Benedetto del Tronto. Un sindaco proletario, un sindaco nato dalla politica ma meno di quanto lo fossero Paolo Perazzoli e Pietro Colonnella, i due ‘colleghi’ che lo hanno preceduto su poltrone importanti alle quali aspiravano sin da quando, con molta umiltà, curavano la propaganda spicciola del vecchio Pci. Non si intravvede, infatti, una pur minima possibilità che Domenico Martinelli o Edio Costantini o Tablino Campanelli possano scavalcare Gaspari nelle vicinanze del traguardo. Anzi, sta succedendo una cosa molto strana, secondo me. Martinelli & C., Costantini & C (più “& c? che lui stesso), un po’ meno Campanelli, tifano più per Gaspari che per l’alleato istituzionale nel Centro destra. Abbastanza prevedibile quindi anche il risultato finale nel caso di un… miracoloso ballottaggio. Specialmente tra Martinelli e Gaspari (grandi avversari negli ultimi consigli comunali) che l’altro giorno, durante la festa del 1° maggio nel quartiere Agraria, si sono abbracciati nel segno di un’aspirazione comune: o vinco io o…muoia il Centro destra con tutti i filistei.
Mi sbaglio? Forse ma l’esperienza mi insegna che certe rivalità così accese, specialmente tra potenziali alleati o meglio ex compagni (nel senso scolastico naturalmente), finiscono sempre con queste parole: è una questione di principio. Affermazione che nasconde sempre un pizzico di invidia e il classico “nessuno è profeta in patria?. Eppure, a aparer mio, il Centro destra avrebbe potuto competere per la vittoria o al massimo perdere ai punti, se avesse scelto la strada dello scambio dei ruoli tra Martinelli e Piunti. Per vincere spesso servono umiltà e passi indietro che nessuno dei due ha provato a fare. Per accorgersene serviranno almeno quattro anni, gli stessi che hanno portato consiglio agli uomini del Centro sinistra dopo una vicenda simile che portò alla sconfitta del 2001.
Samb. Quasi salva se batte domenica prossima il Padova al “Riviera delle Palme?? Ha buone, ottime probabilità anche se c’è un piccolo punto interrogativo: al Cittadella molto probabilmente non basterà battere il Pizzighettone per guadagnarsi i play off. Se, infatti, la vittoria del Pizzighettone sul Pavia ha riportato il rossoblu al qualtultimo posto, la vittoria del Cittadella a Genova (ancora più imprevista) ha fatto sì che per il Pizzighettone, sulla carta, prendere altri tre punti in casa dei padovani sarà impresa ardua. Anzi sarebbe quasi impossibile senza una previsione abbastanza realistica sui risultati dell’ultimo turno di campionato. Il Cittadella ha davanti Pavia (51), Monza (53) che domenica prossima giocano in casa contro due squadre già salve: Giulianova e Pro Patria, il Teramo ha 52 ma deve affrontare in casa propria il Genoa che, in caso di sconfitta, rischierebbe di trovarsi al quarto posto con tutte le complicazioni del caso. Se ci mettiamo che il Teramo, con un’eventuale sconfitta, perderebbe i play off, un pareggio tra Teramo e Genoa è quasi scontato. Perchè dovrebbero rischiare? Si prefigurerebbe infatti questa classifica: Genoa 56 (0-0 e 3-0 con i brianzoli), Monza 56, Pavia 54, Teramo e Cittadella 53. Il Teramo è però in vantaggio sul Cittadella (1-0 e 4-0). Un ragionamento comunque assurdo perché i padovani non vorranno sprecare con una sconfitta una possibilità seppur minima. Stessa cosa per la Samb che contro la formazione ben più blasonata del Padova non potrà che puntare a vincere. Speriamo che la gara con i veneti non risulti «inquinata» da decisioni della Lega di C che, come per il Genoa, arrivano sempre al momento sbagliato con il risultato di confondere le idee in momenti cruciali del campionato. Sotto quest’aspetto, infatti, la società di Preziosi ha ragioni da vendere.

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