GIULIANOVA – Combattuti, e non poco, tra la voglia di vincere e regalare la salvezza ad una società che ha scommesso su di loro quando gli altri li davano per finiti e il rammarico di regalare alla città che portano nel cuore un grande dispiacere. Stefano Visi e Ottavio Palladini hanno giocato la partita che non avrebbero mai voluto giocare. Come dire: gioire, ma in maniera non troppo intensa.
Tre punti che servivano al Giulianova per mettersi al riparo da cattive sorprese; una vittoria necessaria alla stessa Samb per provare, a dispetto delle traversie societarie, a centrare la salvezza. E’ andata bene al clan abruzzese.
«E’ stata una sofferenza vincere oggi» – esordisce il centrocampista giallorosso, sambenedettese di nascita e con un trascorso importante nelle fila rossoblu, dove è cresciuto calcisticamente. «Dipendevamo dal risultato del Pizzighettone: abbiamo sentito che vinceva, a quel punto non potevamo fare sconti. Come ho ripetuto in settimana mi sarebbe piaciuto festeggiare insieme alla Samb, che ha un pubblico da serie B. 5-6000 spettatori in casa, tanti tifosi al seguito fuori – qui a Giulianova quest’anno non ne avevo mai visti così tanti – una città che non merita la situazione che invece sta vivendo. Sono tifoso, debbo ammettere che non sono riuscito a gioire completamente per la salvezza del Giulianova».
Il discorso converge sulla gara del Fadini: Samb che ha, come al solito, fatto la sua parte. «Ha avuto buone chances per ristabilire le sorti dell’incontro – concorda il centrocampista marchigiano – Il pari ci poteva anche stare; ritengo che ai giocatori della Samb non vada imputato nulla, stanno dando il massimo. Il rigore su Yantorno (proprio al 90°, ndr)? Ero lontano, non posso esprimermi. Però negli spogliatoi si diceva che ci poteva stare. Sono convinto che sul campo questa squadra si può salvare: il Padova (domenica prossima al Riviera, ndr) non ha più nulla da chiedere al campionato e il pubblico del Riviera darà una mano. Anche dovessero arrivare i play out credo che i rossoblu avrebbero buone possibilità di venirne fuori».
Palladini osserva poi che «mi capita di incontrare la Samb nei momenti più sbagliati: prima col Pescara, ai play off (stagione 2002-’03, ndr), ora col Giulianova. Se resto in giallorosso? Vediamo. Per quanto riguarda la Samb l’anno passato mi sarebbe piaciuto venire, ma la vecchia dirigenza si oppose; mente chi dice che fu una questione di soldi».
Pensieri a tinte rossoblu anche per Stefano Visi, accolto da applausi calorosissimi al momento di posizionarsi a difesa della porta sotto il settore occupato dai tifosi sambenedettesi. «Una situazione imbarazzante: mai avrei voluto giocare una partita decisiva contro la “mia? Samb. Dal canto nostro sapevamo che la salvezza passava per il nostro stadio, visto che sarebbe stato impensabile poter andare a vincere al Brianteo, contro un Monza in piena corsa per i play off, domenica prossima».
Il discorso converge sull’amata Sambenedettese. «Una città che mi ha dato tanto, nella quale sarei tornato di corsa se me lo avessero permesso. Anzi: se per il prossimo anno servisse un portiere… E poi: una tifoseria così importante, che non merita la situazione societaria che sta vivendo il sodalizio rossoblu. Sarebbe ora che qualcuno intervenisse per il bene della Samb, una società che ha cambiato presidenti come l’Inter ha fatto coi giocatori. Incredibile».
E il portierone di Pedaso sembra non avere granchè voglia di approfondire i temi della gara del Fadini. «La mia paura è che in settimana arrivino brutte notizie dal tribunale di Ascoli (la sentenza del fallimento è prevista per giovedì). In più c’è la questione della possibile penalizzazione (la Commissione Disciplinare decide il giorno dopo, ndr). Forse vale poco stare a fare i conti di quanti punti servono per salvarsi sul campo. Credo comunque che contro il Padova la Samb vincerà».

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