SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Samb, un’altra settimana prima di scomparire. O sopravvivere. È questo l’esito della prima udienza fallimentare che si è tenuta questa mattina al Tribunale di Ascoli Piceno, presidiato da decine di Carabinieri e Poliziotti. Giovedì 4 maggio si avrà però la decisione conclusiva, dopo la relazione del giudice Carlo Calvaresi al Collegio giudicante, in Camera di Consiglio. Ma non solo di fallimento si deve preoccupare la Samb: infatti il 5 maggio a Firenze si dibatterà sul deferimento del club rossoblu effettuato dalla Covisoc e notificato alla Procura Federale. Il motivo? L’ipotesi contestata è un illecito amministrativo della vecchia società, commesso in fase di ripianamento della perdita di esercizio. Le conseguenze? In caso in cui la Samb fosse riconosciuta colpevole, rischia da 2 a 9 punti di penalizzazione. E addirittura in questo campionato… Ma andiamo per ordine.
FALLIMENTO. Le istanze di fallimento discusse davanti al giudice Carlo Calvaresi sono state cinque: quella presentata dall’avvocato bolognese Mattia Grassani, quindi Hotel Villa Picena, l’ex dirigente Michele Scaringella, l’azienda di trasporti Start e la società di servizi Fifa Service. Per la Samb era presente Alberto Soldini, accompagnato dal fido Stefano Santilli, dal professor Tommaso Mancini e dall’avvocato Federica Falconi; Mastellarini era invece rappresentato dal legale Giuseppe Cichella. L’udienza si è aperta puntuale alle ore 9:30 e si è protratta, a porte chiuse, per oltre due ore: al termine è stato deciso di rinviare ogni decisione a giovedì prossimo, 4 maggio. Da quanto riferito dai legali di Mastellarini e Soldini, e da quest’ultimo e da Santilli, l’aspetto centrale di tutto il procedimento risiede nelle richieste avanzate da Mattia Grassani, in quanto gli altri creditori avrebbero complessivamente una massa creditizia di qualche decina di migliaia di euro, contro i 252 mila richiesti da Grassani.
SITUAZIONE GRASSANI. Il legale bolognese, al quale il Tribunale di Bologna ha riconosciuto un credito di 120 mila euro, ha presentato stamane la richiesta di pagamento per 252 mila euro. Ma questa richiesta viene contestata dallo staff di Soldini, secondo cui l’avvocato bolognese non avrebbe mai presentato regolari documenti contabili tali da rendere quantificabile il suo lavoro. Dov’è la verità? Questa verrà appurata giovedì prossimo dal Tribunale. Tra le cose certe, vi è il fatto che il merito del sequestro cautelativo richiesto da Grassani ed eseguito ai danni della Samb verrà discusso il prossimo 5 ottobre, anche se questo ulteriore procedimento non va ad inficiare quello fallimentare. Sembra comunque che Grassani, al quale il Tribunale di Bologna ha riconosciuto nel metodo la legittimità nel richiedere il sequestro cautelativo, debba aver quantomeno presentato degli atti vidimati dall’Ordine degli Avvocati, che potrebbero attestare l’effettivo mancato pagamento.
GLI ALTRI CREDITORI. Secondo quanto riferito dall’entourage di Soldini, e parzialmente confermato dall’avvocato Cichella, la cifra complessiva ancora dovuta agli altri quattro creditori oggi presenti sarebbe compresa tra i 30 e i 40 mila euro, poiché questi avrebbero già ricevuto delle cifre in acconto. Riportiamo sempre le opinioni di Soldini: «La Start ha ricevuto circa 14 mila euro d’acconto, alla Fifa Service risulta tutto a posto, si erano sbagliati. La scorsa settimana mi sembra che siano stati pignorati 30 mila euro, e qualcosa sia stato abbattuto». A questi creditori Soldini ha proposto un piano di pagamento a 90 giorni.
SOLDINI E GRASSANI. Per lui Soldini ha parole di fuoco: «È ridicolo, ha avanzato richieste prive di fondamento e di materiale comprovante, il mio legale ha avuto modo di spiegarlo per bene al giudice. È arrivato a quadruplicare il suo credito fino a 252 mila euro. Non lo voglio pagare, anche perché dicendo che la Samb è una società fallimentare ha spaventato gli altri creditori».
PARLA IL PROF. MANCINI. Legale e ordinario all’Università di Teramo, ha rilasciato poche parole: «Abbiamo esposto le nostre ragioni, che porteranno a stabilire la verità processuale, che non è poi la verità assoluta. Grassani? Fa delle richieste che noi contestiamo e che la Camera di Consiglio valuterà il prossimo 4 maggio. Oggi erano presenti altre due istanze fallimentari che non conoscevamo, quelle della Start e della Fifa Service. La situazione? Il bicchiere può essere giudicato mezzo pieno o mezzo vuoto».
PROCURA DELLA REPUBBLICA? Sia Soldini che Santilli hanno fatto riferimento ad una presunta indagine che potrebbe essere aperta dalla Procura della Repubblica su quanto avvenuto a San Benedetto negli ultimi quattro mesi. Perché? Non è chiaro, anche se entrambi affermano che «ci sarà da divertirsi con molte persone a San Benedetto».
VENDO O FALLISCO? Parole di Soldini Alberto: «Ho già l’accordo per vendere, tutto avverrà l’8 maggio». E il prode Santilli sgattaiolando: «Non sono sambenedettesi, non sono del Sud Italia. Sono del centro-nord». Cucù, verrebbe da dire. Ma se pure questo pseudo accordo non fosse aria fritta, bisognerebbe aspettare sempre giovedì prossimo prima di pensare al dopodomani.
COSA DICE L’AVVOCATO DI MASTELLARINI. «Sono qui per ribadire la totale estraneità di Mastellarini da questa situazione», afferma l’avvocato Cichella. «L’amministrazione di Mastellarini è cessata a dicembre nella piena legalità e nel rispetto della normativa di settore. I Mastellarini restano solidali con la tifoseria rossoblu, ma riteniamo che non abbiano diritto ad essere presenti in questa sede. Mastellarini ha venduto la Samb a Soldini per fargli compiere un salto di qualità». Quindi Cichella ha fatto riferimenti a garanzie politiche poi venute meno: ma di questo ne riferiamo a parte. Anche Cichella contesta comunque Grassani: «Siamo abbastanza soddisfatti di quanto abbiamo potuto esporre. Riguardo i creditori si possono dividere in due gruppi: uno è Grassani, il cui credito è da verificare e non esiste al di là della richiesta di sequestro cautelare del Tribunale di Bologna; l’altro è formato dagli altri quattro creditori oggi presenti».

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