SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’iter che porterà alla realizzazione dell’agognato Parco Marino del Piceno è giunto nella fase finale, la più importante. Si apre una fase di confronto e discussione fra i rappresentanti delle categorie ambientaliste e del mondo della pesca. La riunione del comitato consultivo, tenutasi mercoledì pomeriggio presso il comune di San Benedetto, si è svolta all’insegna di un clima di pressoché generale soddisfazione per l’avanzamento del progetto.
La zonazione dell’area interessata – che va da Porto Sant’Elpidio fino ad Alba Adriatica – è stata realizzata e prevede la divisione in quattro zone sottoposte a differenti vincoli di tutela. La zona A di tutela integrale è alquanto ridotta e si estende per un piccolo rettangolo di mare davanti a Grottammare. In questa zona le uniche attività consentite sono la balneazione e, ovviamente, il soccorso ai bagnanti. Nelle altre tre zone, le limitazioni più pesanti sono per la pesca subacquea, lo sci nautico, gli acquascooter, la pesca subacquea e a strascico, il ripopolamento attivo. Queste attività sono vietate in tutte e quattro le zone.
Appaiono soddisfatti i rappresentanti della piccola pesca artigianale (imbarcazioni inferiori ai 12 metri di lunghezza), consentita nelle zone B, C e D, purché sia effettuata da residenti. La categoria che rischia una penalizzazione è quella delle vongolare: la pesca dei molluschi effettuata con i turbosoffianti (draghe idrauliche) subirà infatti delle limitazioni e i rappresentanti della categoria hanno espresso un certo malcontento. C’è stata tuttavia un’apertura del presidente della Provincia Massimo Rossi nei loro confronti, il cui concetto cardine è stato: “sforziamoci insieme di trovare metodi meno intrusivi di raccolta delle vongole, ogni proposta verrà attentamente valutata e vagliata, purché sia propositiva e non meramente negativa?.
Viva soddisfazione, come prevedibile, da parte del mondo accademico – l’Università di Camerino si è dichiarata pronta a mettere a disposizione le proprie competenze – e da parte di Legambiente. Luigino Quarchioni, presidente della sezione marchigiana dell’associazione ambientalista, ha sottolineato il processo virtuoso che l’inaugurazione del Parco ingenererà su tutto il territorio. “Ringraziamo la Provincia di Ascoli per l’accelerazione che ha impresso all’iter burocratico, ben comprendendo quanto il Parco possa sensibilizzare la cittadinanza verso un rapporto sostenibile con la risorsa del mare – ha detto Quarchioni – e verso un rilancio economico del territorio. Ora servirà la partecipazione di tutti alle decisioni che riguardano l’area marina protetta, l’offerta turistica e la salvaguardia della biodiversità?.

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