SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il suo nome è italiano: Mario; il suo cognome tipicamente olandese, Van Der Ende; è originario di Lille, in Francia; ma dentro il cuore è un giramondo. Stiamo parlando di un ex ciclista professionista (ha corso Tour e Giro d’Italia, è stato in squadra con la Bianchi, la Buitoni e con la Normande di Anquetil), ma da tempo, (ora ha 61 anni), vedovo e con due figli, si diletta nel viaggiare a bordo delle sue biciclette artigianali, girando i cinque continenti.
Oggi il simpatico Van Der Ende era di passaggio a San Benedetto, dove lo abbiamo incontrato per una breve chiacchierata (aveva fretta, ha spiegato) ai bordi della Statale 16. «Stavolta sono partito da Lille e ho raggiunto la Grecia», spiega l’ex gregario di Anquetil in un perfetto italiano, «ed ora sto tornando verso nord». Il mezzo che lo stesso Van Der Ende ha costruito ha tutti i comfort (chiamiamoli così…) per questo on-the road ciclistico: quattro ruote, postazione seduta, antenna per ricevere programmi radio e televisivi, borracce, e quindi un “baule? posteriore contenente tutto l’indispensabile: due televisori a colori, il reparto farmacia, una cucina, una tenda da campeggio, del cibo, tre sacchi a pelo, i vestiti di ricambio. Il tutto per circa 240 chilogrammi di peso e circa due metri quadrati di spazio occupato. Il che non gli impedisce di compiere i suoi circa 160 chilometri di strada al giorno («Prima 200, ma non sono più tanto giovane»), e di girovagare per le strade per 3 o 4 mesi prima di tornare alla sua Lille. E tiene fiero, nel suo “baule”, anche tutti gli articoli di giornale che lo riguardano, italiani o stranieri che fossero.
«Devo andare, devo andare, non posso parlare a lungo» spiega il francese, che però non si tira indietro: «Dormo in alberghi o in camping, quando non trovo degli amici pronti ad ospitarmi. Non è la prima volta che transito per San Benedetto, dove ho qualche buon amico. Ma non vi dico il nome, sennò voi giornalisti li andate a disturbare».
Alla prossima, carissimo Mario Van Der Ende!

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