SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Era necessaria una conferenza come quella tenutasi oggi per fare il punto della situazione idrogeologica dell’area interessata dal corso del fiume Tronto. E il merito di aver riunito attorno ad un tavolo studiosi del problema e rappresentanti delle istituzioni va ai Lions del Distretto 108A, che, nella persona del Governatore, Avv. Giorgio Mataloni, e del Coordinatore del Comitato Lions Ambiente e Sicurezza Col. (r) A.M. Nicola Nacchia, si sono attivati per organizzare l’incontro a San Benedetto del Tronto.
Il punto di forza del convegno è stato la grande concretezza operativa: infatti erano presenti l’ingegner Germano Polidori, dirigente del Settore Assetto del Territorio e Tutela Ambientale del Comune di San Benedetto del Tronto, il geologo Mario Smargiasso, segretario generale dell’Autorità di Bacino Regionale e l’architetto Giancarlo Casini, segretario generale dell’Autorità di Bacino Interregionale, che hanno fornito informazioni aggiornate sulla situazione normativa ed esecutiva dei progetti destinati al recupero dell’equilibrio ambientale dell’area.
«La Regione Marche e il nostro Comune – spiega l’ingegner Polidori – sono stati tra i primi enti ad aderire a quanto prescritto dalla legge 183 del 1989 sul rispetto dei bacini idrografici: tuttavia, oggi si sono evidenziate nuove esigenze, ed è necessario che l’adeguamento pionieristico svolto all’epoca sia coordinato con i nuovi strumenti di pianificazione territoriale emersi, come il piano paesistico regionale, l’assetto idrogeologico del fiume Tronto a sud della città, e quello regionale nella parte nord di San Benedetto».
«L’area del Piceno – ha aggiunto Smargiasso – è interessata da ogni tipo di rischio idrogeologico, escluso quello proprio delle aree vulcaniche. Questo significa che le inondazioni, come nel caso di Porto d’Ascoli nell’aprile del 1992, o le frane, come quella che ha costretto ad evacuare la cittadinanza di Force pochi mesi fa, non sono episodi una tantum, ma campanelli d’allarme di una situazione che va rapidamente deteriorandosi. I compiti dell’Autorità di Bacino Regionale sono la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, il coordinamento delle normative d’ogni grado, da quella comunitaria a quella comunale, e la gestione dei fondi nel modo migliore per prevenire danni irreparabili alla popolazione e al territorio».
Secondo l’architetto Giancarlo Casini, anche la città di Martinsicuro è interessata direttamente da queste iniziative, poiché l’Autorità di Bacino Interregionale, che comprende Abruzzo, Marche e Lazio, ed in particolare le province di Ascoli Piceno, L’Aquila e Teramo, si è occupata non solo di studiare l’utilizzo responsabile della risorsa congiunta fiume – mare, che ha un equilibrio particolarmente delicato, ma anche di riqualificare le infrastrutture logistiche: «I nostri interventi prioritari – spiega Casini – si rivolgono al rinnovamento del ponte Anas tra Martinsicuro e San Benedetto del Tronto, seguito dalla ricostruzione di quello delle FS. Sono già pronti i documenti relativi ai bandi di gara per la realizzazione del ponte Anas. L’Amministrazione comunale di Martinsicuro ci ha chiesto di prevedere la realizzazione di una rotatoria che migliorerebbe notevolmente i flussi di traffico nelle ore di punta in un nodo viario fondamentale in cui si incontrano l’uscita della A14 di San Benedetto del Tronto, il termine della superstrada Ascoli-Mare, la Statale 16 e la Strada Bonifica Tronto, che attraversa la Zona Industriale da Ascoli Piceno alla costa. Inoltre si lavorerà alla progettazione di una pista ciclabile che colleghi il lungomare di Martinsicuro con quello di Porto d’Ascoli scavalcando il fiume Tronto per creare un continuum che renderebbe comunicanti i litorali della costa adriatica da Cupra Marittima a Giulianova».
Peccato che nessun portavoce del comune di Martinsicuro fosse lì ad ascoltare queste interessanti prospettive di miglioramento.

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