SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sulle dichiarazioni rilasciate alla stampa dal direttore generale del Genoa Fabiani e sugli incidenti del pre-partita tra tifosi rossoblu e forze dell’ordine è voluto intervenire l’ex dirigente rossoblu Remo Croci: «Mi sembra assurdo» ha esordito, «leggere le dichiarazioni del direttore sportivo della formazione ligure Fabiani. Affermando che la Samb ha giocato non solo per sé stessa, ma per favorire qualcun altro, ha lanciato un’accusa infamante che meriterebbe l’apertura di un’inchiesta da parte degli organi federali. Si tratta di una vera e propria mancanza di rispetto nei confronti di un gruppo di ragazzi che non prendono un soldo da mesi e che andrebbero presi ad esempio, a livello nazionale. Molti di loro sono costretti all’elemosina ma restano ugualmente a San Benedetto per continuare ad indossare la maglia della Samb, ma sembra che di tutto ciò la stampa nazionale non se ne sia accorta. Fortunatamente domenica c’erano le telecamere di Sky a testimoniare la lezione di calcio che la nostra squadra ha dato al blasonato Genoa. Vorrei consigliare al signor Fabiani di pensare ai panni sporchi che ha in casa invece di lanciare questo tipo di accuse, ma forse brucia il fatto che il suo Genoa sia stato surclassato da una squadra che non ha un allenatore dal grande nome né un direttore sportivo aggregato a qualche grande carro del calcio nazionale. Le sue dichiarazioni mi sembrano un modo subdolo di arrampicarsi sugli specchi, pensasse piuttosto ad analizzare i motivi della sconfitta della sua squadra».
Dalle illazioni di Fabiani l’analisi di Croci si sposta sugli incidenti avvenuti domenica prima della gara: «Resto meravigliato dal fatto che questa tifoseria venga ancora una volta coinvolta in simili situazioni» ha proseguito l’ex dt rossoblu «quello che è successo domenica e tutti questi arresti effettuati nelle ultime 48 ore mi fanno pensare a troppe cose. L’ordine pubblico deve essere garantito soprattutto con la prevenzione. Domenica a San Benedetto non c’era alcun elemento che potesse giustificare quel tipo di reazione. Stiamo parlando di una gara nella quale si incontravano due tifoserie storicamente amiche, che qualche ora prima erano addirittura state a pranzo insieme a festeggiare. Non doveva crearsi quel putiferio per un episodio, avvenuto ai cancelli e che poteva essere facilmente circoscritto, in un ambiente come quello di San Benedetto poi dove da anni non accadono più scontri tra le tifoserie. Vorrei ricordare inoltre che la la Samb sta andando avanti proprio grazie ad amici tifosi che da tempo stanno garantendo la gestione economica della squadra. Le bollette dell’Enel non sono ancora state pagate dalla società, così come altre incombenze economiche. Se la Samb va avanti è grazie a loro. Dispiace che dei padri di famiglia ora si trovino in questa situazione solo per essere stati presenti nei momenti dei disordini. Non capisco perché quando la tifoseria sambenedettese va in trasferta non accade mai nulla, ma in alcune circostanze, in casa, accadono fatti inspiegabili».

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