CHICAGO – «Desidero informarla, e tramite lei i suoi lettori, che non ho mai avuto trattative con Forza Italia o con l’Udc sulla mia candidatura al Senato italiano. La mia candidatura è basata su principi che mi porto dietro da una vita e che mi hanno portato a scegliere l’Unione Prodi come alleanza politica. Posso assicurare sia Forza Italia che l’Udc che questi principi e la mia collocazione nel centrosinistra non sono negoziabili, per buona pace loro».
Questa la dichiarazione che ci ha cortesemente inviato il senatore Renato Guerino Turano in risposta alle nostre valutazioni pubblicate nei giorni scorsi su chi mai sarebbe stato il misterioso senatore eletto all’estero che avrebbe deciso di passare con la casa delle Libertà. Affermazioni sulla posizione “ufficiale? del neo senatore delle quali noi – correttamente – avevamo già dato conto.
Peccato però che il senatore Turano non risponde in modo chiaro ed esauriente alle precise e circostanziate domande che gli avevamo rivolto. Domande che non riguardavano affatto Forza Italia né l’Udc, ma il ministro Tremaglia. Domande che qui riportiamo e gli rinnoviamo.
È vero o no che il ministro Tremaglia si possa essere riferito al senatore Turano quando ha dichiarato che un senatore eletto all’estero per l’Unione avrebbe poi votato per la Casa delle Libertà?
È vero o no il contenuto della seguente notizia pubblicata dal quotidiano delle Americhe “La Gente d’Italia? secondo cui ci sarebbe stata una telefonata fra Tremaglia e Turano: «Sì, l’unico senatore eletto nelle liste dell’Unione che potrebbe passare con la CdL è Renato Turano. Del resto doveva presentarsi con Forza Italia. Lo ammise anche lui nel febbraio di quest’anno. Sappiamo che Turano ieri ha chiamato il ministro Tremaglia… Non possiamo, per deontologia professionale, divulgare il nome della persona che ieri sera ci ha telefonato per rivelarci il nome del senatore che sarebbe in procinto di fare il salto della quaglia. Ma, conoscendo la sua proverbiale correttezza non abbiamo dubbi su quanto ci ha detto».
È vera o no la notizia pubblicata dall’agenzia “Italia Estera? il 5 gennaio scorso secondo cui il signor Turano avrebbe avuto intenzione di candidarsi con la Casa delle Libertà indicando anche il simbolo elettorale, un nome, un telefono, un sito internet e un indirizzo e-mail?

Purtroppo il senatore Turano si guarda bene dal rispondere queste domande e ci dà solo una generica ed evasiva risposta che nulla aggiunge a quanto noi peraltro avevamo già detto.
In ogni caso non è lontano il momento della verità.
Il momento in cui tutti potremo valutare – in concreto e nei fatti – la fondatezza o meno delle affermazioni di Turano, così come la fondatezza o meno delle affermazioni di Tremaglia. Un momento che si chiama elezione del presidente del Senato, elezione del presidente della Repubblica, voto di fiducia al governo Prodi e voto in tutte le altre numerosissime prossime occasioni (in aula e nelle commissioni) in cui anche il voto del senatore Turano (come quello di tutti gli altri) nel senato uscito dal voto del 9 e 10 aprile sarà determinante.

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