SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Signori è tornato. Lo abbiamo atteso meno di un anno, perchè già da qualche domenica, fermo restando che il livello del tifo rossoblu è sempre stato all’altezza, il Riviera delle Palme sciorina “prestazioni? consone al blasone della tifoseria tutta; chi è tornato? Facile: il Sambodromo. E il Brasile non centra niente. Stiamo parlando della Samb e del suo pubblico. Fantastico, commovente, tanto da meritarsi gli applausi del pubblico genoano, col quale peraltro prima della gara era stato organizzato un piacevole banchetto – una cinquantina i presenti, fra i maggiori rappresentanti dei gruppi di spicco delle due fazioni -, a rinsaldare l’amichevole rapporto che essiste tra le parti da ormai 30 anni.
Samb-Genoa, nonostante i feroci incidenti del prepartita tra la Nord e le forze dell’ordine, è stata una giornata di grande tifo, con l’intero impianto marchigiano a spingere gli undici colorati di rossoblu in maniera partecipe, appassionata, indefessa. Peccato che all’appello abbiano risposto, in modo oseremmo dire parziale – leggi: colore e numeri all’altezza, ma tifo poco continuo e nel compelsso deludente – i circa 900 tifosi del Grifone.
“Dal 1923 orgoglio della città, oggi…lotta e vinci solo per gli ultras!!” è il messaggio su carta esposto dalla Cioffi per l’intera durata dell’incontro. Pubblico numeroso come non mai quest’anno al Riviera delle Palme. I dati ufficiali parlono di poco più di 4mila presenze, ma crediamo debbano esserne conteggiati almeno un altro paio di mila.
Pochi minuti prima del via le due tifoserie sono accomunate da numerose invettive nei confronti delle forze dell’ordine. Non pienissima, ma comunque di buon impatto visivo, la Cioffi, che per l’occasione non prepara nulla di speciale – a tal proposito viene srotolato il messaggio su carta che fa “Niente da festeggiare, niente da dimostrare, la Samb dobbiamo salvare!?. Molto colorato in ogni caso il settore di casa, con bandiere e vessilli rossoblu a volontà. Assolutamente apprezzabile pure la dirimpettaia curva Sud, che non smentisce la sua vena cromatica. Tantissimi anche gli striscioni e le pezze dei gruppi liguri, con Ottavio Barbieri e Brigata Speloncia in cabina di regia.
Le squadre entrano in campo con uno striscione in ricordo di Giuliano Fiorini (“Giuliano Fiorini nel nostro cuore?), indimenticato bomber che negli anni Ottanta ha vestito sia la maglia della Samb che quella del Genoa. Il gol dei padroni di casa, dopo appena 6 minuti, mette le ali alla Nord: manate, cori spezzati ed altri prolungati, ma soprattutto una compattezza degna di tifoserie di categoria superiore.
Tengono botta un quarto d’ora gli ospiti, il cui sostegno viene pian piano scemando, nonostante il Grifone attacchi a pieno organico alla ricerca del pareggio. Onda e soci abbastanza costanti, di contro. In chiusura il gol del pari ospite – grazie ad un rigore quantomeno dubbio – rianima un poco la delegazione ligure, generando le proteste del Riviera nei confronti dell’arbitro, beccato a più riprese nella seconda frazione di gioco.
Fumogenata multicolore nella zona del Nucleo, unitamente all’accensione di qualche torcia, in apertura di ripresa per la Cioffi. Poi un tifo di grande spessore, anche grazie al gol del vantaggio firmato da Faieta. Seguono una decina di muniti di autentica bolgia, con tutto lo stadio, oggi davvero encomiabile, a dar man forte alla curva rivierasca. Ammutolita, di contro, la Sud, nel complesso piuttosto sottotono. La “botta? psicologica dell’ennesima penalizzazione inflitta al club di Enrico Preziosi dalla Lega forse non può bastare a giustificare una prestazione così mediocre. Ad un certo punto ci sentono cori che invitano Baldini e compagni a tirare fuori gli attributi.
Cala a dire il vero anche l’incitamento dei padroni di casa, traditi e dal caldo e dalla tensione generata dalla posta in palio. Il tifo locale torna su livelli grandiosi negli ultimi minuti, con i cori che rimbalzano da un settore all’altro del Riviera: uno spettacolo da pelle d’oca che genera in tutti gli sportivi di fede rossoblu un quesito: ma davvero questa città, questo pubblico, questa tifoseria, meritano di scomparire dal calcio che conta? Già, ma davvero?
ALTRI STRISCIONI. Tra i messaggi mostrati dalla Cioffi segnaliamo, oltre a quelli già citati, anche “Diffidare un ultras che non è più Decreto Pisanu di tutto di più! Vergogna!!!? e “Ciao Catello? (rivolto al calciatore della Cavese Catello Mari tragicamente scomparso la notte di Pasqua), firmati dall’Onda d’Urto e “C1 o Eccellenza….sarà certa la nostra presenza!? del 1977.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.326 volte, 1 oggi)