SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Grandi pressioni attorno al Grifone. In una settimana sembra essersi ribaltato il mondo colorato di rossoblu. Il -3 comminato dalla Caf al club di Enrico Preziosi, e la terza sconfitta stagionale – guarda caso ancora fuori casa – hanno fatto sprofondare l’ambiente ligure nella depressione più cupa. Mister Attilio Perotti ne è la dimostrazione. Sguardo spento, capo quasi chino e un filo di voce per commentare il match del Riviera delle Palme. «Il Genoa oggi ha incontrato grandi difficoltà – ha esordito il tecnico dei liguri – contro una formazione che ci ha messo alle corde. Abbiamo preso due gol in avvio che ci hanno letteralmente tagliato le gambe. Siamo stati poco lucidi, soffrendo queste due situazioni e, soprattutto, non siamo riusciti a esprimere il calcio che volevamo. Il gruppo probabilmente sta accusando il -3 in classifica, anche se in settimana mi era sembrato di vederlo carico. Squadra stanca? Credo sia più un fatto mentale che non fisico. Il rigore? Il mio giocatore (Iliev, ndr) ha detto che c’era. L’arbitro in ogni caso creco che abbia fatto bene».
L’analisi del direttore generale rossoblu Mariano Fabiani, seduto accanto a mister Perotti, è stata soprattutto di natura psiciologica. «La squadra risente delle situazioni che si stanno verificando fuori dal campo e mi riferisco soprattutto all’ultima decisione partorita dalla Caf – ha detto il dirigente dei liguri – E’ naturale che quando l’allenatore è costretto a giocare per un unico risultato diventa difficile, a differenza dell’avversario, che ne ha a disposizione più di uno. Oggi dovevamo vincere e l’ansia del risultato a tutti i costi ci ha giocato brutti scherzi. Credo sia ingeneroso criticare questo gruppo di ragazzi. L’arbitro? Dico che ha preso scelte più o meno discutibili, però quando toccano il Genoa nessuno ne parla. Accettiamo nel bene e nel male il verdetto, ma facciamo un’analisi obiettiva di quello che può essere lo stato d’animo all’interno dello spogliatoio».
In ultimo, quando al dg rossoblu viene chiesto un parere in merito alla situazione societaria che sta vivendo il sodalizio di Viale dello Sport, questi replica seccamente: «La Samb ha giocato per sé stessa e per quanlcun altro». E se ne è andato.
Lo abbiamo raggiunto poco prima che facesse rientro negli spogliatoi dell’impianto marchigiano, chiedendogli a chi si riferisse. «Ai tifosi» ha risposto Fabiani. Non vorremmo che il destinatario dell’infelice battuta fosse lo Spezia capolista, anche perchè a questa Samb i 3 punti facevano davvero comodo. Altro che.

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