SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Samb più bella nel giorno più difficile. Perché davanti c’era il super-Genoa (onore alla sua storia, ma questa squadra sembra un po’ come la Juve di Capello: cotta). Perché prima della partita sono successe cose folli in Curva Nord e questa vittoria scaccia delle tensioni ulteriori (ma sulla vicenda approfondiremo con calma tutti gli oscuri contorni). Perché il Genoa ha giocato in 12 uomini, e il suo giocatore più pericoloso è stato il “signor? Lena di Ciampino, capace non di sbagliare ma di guidare la partita a senso unico, compreso, oltre il risibile rigore, un clamoroso fallo a gamba tesa fischiato a Faieta, che si trovava a tre metri da Baldini e in cui, il prode Faieta, ha respinto il pallone con le terga, essendo spalle rivolte al genoano (minuto 93°…).
Samb più forte infine della disperazione, leggasi i nomi finiti nel tritacarne rossoblu nel corso della più pazza delle stagioni dell’ultraottantennale storia del club della lancètte. Li elenchiamo? Galderisi, Zecchini, Giannini, Pruzzo, Cervone, Chimenti, Croci, Simonato, Chimenti ancora, Voltattorni per il reparto tecnico. Paterna, Mastellarini, Fraticelli, Soldini, l’oscuro Fanali per quello societario.
Ma godiamocela, godiamocela questa vittoria che il vero Presidente della Samb, Ferruccio Zoboletti, ha commentato, complimentandosi con Voltattorni (10 punti in 4 partite per lui), come una «vittoria dei vecchi tempi, con i giocatori che hanno corso come ossessi». Ce la godiamo tutta, sperando che questi punti preziosi come oro servano per la salvezza sul campo. Ce la godiamo e ce la cantiamo, come hanno fatto a fine gara i tifosi del “Riviera delle Palme?, che anche se domani è un altro giorno, e forse la Samb potrebbe scomparire, noi siamo orgogliosi e felici di essere sambenedettesi.

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