ACQUAVIVA PICENA – «Il Signore vi riaccoglie nella Sua casa. Riapriamo con gran gioia la dimora di Gesù e di tutti voi». Con queste parole domenica 2 aprile S. E. Monsignor Gervasio Gestori, che ha presenziato alla solenne concelebrazione eucaristica, ha riaperto ufficialmente la chiesa San Niccolò, dal 1612 parrocchia di Acquaviva Picena, rimasta chiusa oltre un anno per i lavori di ristrutturazione. Un evento storico per il paese, per le cui vie fin dal giorno innanzi si respirava un’aria di festa di leopardiana memoria, sia fra i giovani sia tra gli adulti, che da tempo attendevano con impazienza il gran giorno.
Alle 10:45 da San Rocco, antica prepositura del luogo e parrocchia pro tempore per l’intero periodo del restauro, è partito il corteo, guidato dalle Confraternite del posto (Madonna del Rosario, Cristo Morto e SS.mo Sacramento), con al seguito il clero ed il popolo, dirigendosi verso San Niccolò.
Giunto il Vescovo innanzi al portale, pronunciata la formula di rito, l’uscio del tempio è stato finalmente riaperto ed i cittadini, a partire dal prevosto, hanno potuto finalmente rimpossessarsi della loro chiesa.
Un magnifico spettacolo, oltre a quello dell’esterno (interamente ristrutturato), s’è aperto al loro sguardo: le vetrate, la Gloria dell’altare maggiore, i lampadari, il Coro ligneo e gli affreschi delle cappelle laterali riportati tutti all’originario splendore. In più, organo e banchi nuovi.
Presenti all’evento, oltre ad una gran folla di fedeli, numerose autorità politiche, civili e militari quali, fra gli altri, il sindaco Tarcisio Infriccioli, gli assessori Teodorico Compagnoni e Annarita Giambartolomei, l’ex presidente della Provincia Pietro Colonnella, il consigliere regionale Sandro Donati, il presidente della Commissione Cultura della Provincia Stefano Stracci ed una rappresentanza delle Forze dell’Ordine.
«Ringrazio con sincera commozione – ha detto Gestori durante l’omelia – quanti hanno contribuito alla ristrutturazione: le istituzioni (Regione, Provincia e Comune), la Banca Picena Truentina, la Diocesi e l’impresa che, con estrema dedizione e professionalità, ha realizzato i lavori. Non per ultimi, i privati cittadini, che hanno dato il loro prezioso apporto a questa grand’opera».
Particolarmente emozionato il prevosto don Angelo Palmioli, che dopo quattordici mesi è finalmente tornato a casa sua. «La chiesa – ha spiegato – è la casa di Gesù. Lui meritava una dimora più che decorosa: per questo ho deciso di ristrutturare la parrocchia».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 508 volte, 1 oggi)