SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Esplode di nuovo la bomba dell’aumento del canone demaniale, e gli umori degli imprenditori balneari della Riviera delle Palme virano al peggio. La notizia si è diffusa a partire dal tardo pomeriggio di ieri, mentre i concessionari di spiaggia della Itb Marche erano in assemblea presso lo chalet “La Siesta? di San Benedetto. Il provvedimento, previsto dalla Finanziaria 2003 e da applicare dal 1° gennaio 2004, consiste nel quadruplicare indistintamente i canoni demaniali: tuttavia non è mai stato applicato per le forti proteste e per la generale irragionevolezza di una simile operazione. Da tre anni vengono emanati decreti di proroga, che tuttavia non hanno cancellato la folle decisione né ne hanno eliminato l’entrata in vigore dal 2004.
Tuttavia, se qualche settimana fa era stata diffusa la notizia della sospensione del provvedimento (proprio prima delle elezioni no, non è un caso), appena trascorsa la fatidica data del 10 aprile l’Agenzia del Demanio ha inviato, appena il 13 aprile, una nota alle filiali regionali dell’Agenzia del Demanio in cui comunicava che «è pienamente operante la rivalutazione automatica del 300% dei canoni» e «gli enti territoriali sono quindi tenuti all’applicazione della prevista rivalutazione a far data dal 01/01/2004». La Regione Liguria ha già emanato, in data 21 aprile, una comunicazione ai comuni costieri liguri dove si chiedeva la «rivalutazione automatica del 300% dei canoni per le concessioni demaniali marittime», e «un elenco dei canoni richiesti e non pagati al fine di permettere l’iscrizione a ruolo degli importi dovuti» (linkiamo comunque le dichiarazioni contrarie dell’assessore ligure all’Urbanistica Carlo Ruggeri).
E cosa ne pensano a San Benedetto (teniamo presente che l’aumento del canone corrisponderebbe, per concessioni di piccole-medie dimensioni, ad un costo annuo di 8-10 mila euro)? Gli Imprenditori Turistici Balneari delle Marche sono sul piede di guerra: all’incontro erano presenti, oltre a Giuseppe Ricci (chalet Stella Marina), anche i vicepresidenti Gaetano De Panicis (Blumarine), Serafino Novelli (La Serenella), Massimiliano Spina (da Josè) e Silvio Sebastiani (Malibù), oltre a diversi consiglieri e semplici concessionari di spiaggia. Non sono state prese decisioni ufficiali, ma parlando con gli imprenditori emerge la volontà di una reazione unitaria e prorompente: alcuni ipotizzano il blocco contemporaneo di autostrade e ferrovie lungo i tratti costieri italiani, altri la chiusura a tempo indeterminato delle strutture, altri ancora il blocco del lungomare di San Benedetto. C’è anche chi parla di disobbedienza fiscale o, in caso avverso, di vendita delle proprie strutture turistiche.
La palla, però, ora passa al nuovo governo di centrosinistra: gli esponenti dell’Unione, negli scorsi anni si erano espressi a più riprese in maniera nettamente contraria al provvedimento del ministro Tremonti (una scelta totalmente incomprensibile del “mago della finanza creativa? che, visto l’esito elettorale e i circa 200 mila impiegati nel settore, è alla fine stata determinante per la sconfitta elettorale…). Adesso hanno l’occasione di dimostrare con i fatti che le loro parole non erano la solita demagogia. Molto importante sarà, per la “Riviera delle Palme?, il ruolo dei neo-deputati della maggioranza ancorati al territorio sambenedettese e piceno, come Andrea Ricci e Maria Teresa Bafile, che invitiamo da subito ad intervenire e a pronunciare i loro intendimenti sulla spinosa questione.
Altrimenti del turismo sambenedettese, come delle imprese eroiche della pesca e della Sambenedettese Calcio, dovremo consolarci con le cartoline in bianco e nero.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 605 volte, 1 oggi)