ROMA – Non può che essere Renato “Ron? Turano, il Re del Pane di Chicago, eletto nelle liste dell’Unione dalla ripartizione Nord e Centro America, il senatore che secondo Mirko Tremaglia sarebbe pronto a fare il salto della quaglia ed a passare con la Casa delle Libertà già prima dell’apertura ufficiale della nuova legislatura prevista per venerdì 28 aprile.
«Con soddisfazione dichiaro che, al Senato, la maggioranza di due voti determinata dagli eletti all’estero a favore di Prodi, non c’è più. È questo un avvenimento che cambia le carte in tavola». Con questa dichiarazione rilasciata mercoledì sera da Tremaglia, il voto degli italiani all’estero continua a “fare notizia?. Secondo l’esponente di An – tuttora ministro per gli Italiani nel Mondo – con questo colpo di scena, uno quattro senatori eletti per l’Unione nella circoscrizione estero avrebbe deciso di non votare più per Prodi ma per la Casa delle Libertà, annullando di fatto il piccolo margine che garantirebbe all’Unione la maggioranza anche al Senato.
Tremaglia ovviamente ha rifiutato di fare il nome di chi gli avrebbe confermato – al telefono – di essersi deciso ad appoggiare la Casa delle Libertà all’apertura delle Camere prevista per il prossimo 28 aprile. «Fra qualche giorno si saprà chi è», ha risposto il ministro al “Giornale?.
Ma se non Turano – possiamo ragionevolmente anticipare noi – chi altri fra i restanti cinque senatori eletti all’estero potrebbe essere il misterioso transfuga eletto all’estero?
Qualcuno ha pensato subito a Luigi Pallàro, l’imprenditore italo-argentino di origine veneta eletto dalla ripartizione Sud America per la lista indipendente Aisa (Associazione italiana Sud America), la stessa che alla Camera ha eletto Riccardo Merlo, del quale su questo giornale abbiamo pubblicato un’intervista.
Ma Pallàro – intervistato mercoledì sera dalla Repubblica mentre stava per partire da Buenos Aires per l’Italia, ha subito parlato di «strategia della provocazione» ed ha negato di essersi «arruolato nel centrodestra», confermando ciò che sappiamo: che a lui interessa solo verificare ciò che il futuro governo è disposto a fare in favore degli italiani all’estero. Una «verifica» – ha più volte dichiarato prima, durante e dopo la campagna elettorale – che ovviamente egli potrà e dovrà fare solo con lo schieramento uscito vincitore dalle elezioni, e non certo con forze politiche che si sono venute a trovare all’opposizione.
Scartando la neo senatrice Antonella Rebuzzi, eletta per Forza Italia dalla ripartizione Europa – che nella CdL c’è già – restano quattro senatori eletti per l’Unione: Claudio Micheloni, dall’Europa; Mirella Giai dal Sud America, Nino Randazzo dall’Africa-Asia-Australia, e appunto Renato Turano.
Su Micheloni, Giai e Randazzo – storici e qualificanti militanti ed esponenti di sinistra fra le nostre comunità all’estero, che fra l’altro conosciamo personalmente – potremmo praticamente mettere una mano sul fuoco. Parafrasando il Vangelo di Luca, sarebbe più facile che un cammello passasse per la cruna di un ago piuttosto che uno di questi tre aderisse alla Casa delle Libertà.
Non altrettanto potremmo dire di Renato “Ron? Turano. A parte le sue convinzioni politico-elettorali più propense ad una visione di centrodestra che non di centrosinistra, va soprattutto ricordato che nel dicembre 2005 l’imprenditore italo-americano aveva anticipato la sua simpatia per la Casa delle Libertà. Originario di Cosenza, 64 anni, negli States dall’età di 15 anni, oggi titolare della Turano Baking Co, azienda panificatrice dell’Illinois con 650 dipendenti, Turano rilasciava queste propensioni in un’intervista al “Chicago Tribune? fra cui i tanti sambenedettesi residenti a Chicago Heights), un sito internet e un indirizzo e-mail facenti capo all’organizzazione elettorale della Casa delle Libertà.
Però successivamente, il 24 gennaio, Turano precisò a un’agenzia la sua «disponibilità alla candidatura nelle liste del centrosinistra e la scelta di Romano Prodi come suo leader e candidato premier». Repentina decisione che al momento su subito duramente criticata da Gian Luigi Ferretti, braccio destro di tremaglia e coordinatore generale dei Ctim, i Comiati tricolore italiani nel mondo.
E oggi la sibillina dichiarazione di Tremaglia. E allora, ci sono ancora dubbi su chi mai sarà il “senatore mascherato? a cui «con soddisfazione»si è riferito il ministro per gli Italiani nel Monto?
Ha collaborato Generoso D’Agnese

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