SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Saranno sette le liste a sostegno del candidato sindaco dell’Unione Giovanni Gaspari. È questo il risultato delle riunioni che si sono svolte mercoledì 19 aprile: una del direttivo comunale della Margherita, la seconda di tutti i partiti dell’Unione. Questo mentre in città vengono affissi i manifesti del candidato sindaco con dieci simboli di partito, quattro dei quali saranno raggruppati in una lista comune.
La Margherita presenterà il proprio simbolo. Viene quindi accantonato quello dell’Ulivo, in cui erano confluiti anche Ds e Repubblicani europei, e che pure era risultato particolarmente apprezzato alle elezioni politiche del 9 e 10 aprile, in particolare alla Camera dei deputati, ovvero dai giovani. La decisione sembra la conseguenza di due possibili valutazioni. La prima: che più candidati consiglieri possono portare più voti alla coalizione. La seconda: che il risultato ottenuto al Senato (il 7,5%, contro una media regionale dell’11,5), richiede una “risalita? del simbolo, affidata al consenso dei singoli candidati consiglieri sul territorio.
Conseguenza di questa decisione è che anche i Ds presenteranno una propria lista. I Repubblicani europei, invece, dovrebbero dar vita ad un unico raggruppamento insieme a Italia dei valori, Psdi, Udeur. Le altre quattro liste, infine, saranno quelle della Rosa nel pugno (Sdi e Radicali), Comunisti italiani, Rifondazione comunista, Verdi. Sembra tramontare anche l’idea di una lista civica a sinistra, come riferisce Paolo Virgili, già membro del Forum sambenedettese e del comitato “Giuseppe Benigni sindaco?.
«Per lo meno io non sono intenzionato a fare una lista civica», dice Virgili, «perché siamo oltre il limite temporale e di credibilità. Attualmente c’è una molteplicità di liste personali, che di civico hanno poco. Nascono infatti a ridosso delle elezioni. E comunque presentare una ulteriore lista civica dopo la chiusura verso queste realtà e verso le primarie sembra poco credibile. Poi è vero che il risultato delle politiche indica la necessità di una lista civica a sinistra, per allargare lo schieramento. Ma molti hanno rinunciato a questa idea. Per esempio Calvaresi ha rinunciato alla sua lista. Quanto a Fiscaletti, ci preoccupa che emerga la figura di colui che come dirigente dei lavori pubblici nell’amministrazione Perazzoli ha creato i Prusst e oggi rivendica l’urbanistica contrattata. Temiamo che questo voglia dire “contrattare con il privato l’assalto alla città?». Ma a Grottammare si è fatto ricorso all’urbanistica contrattata. «Sì», risponde Virgili, «ma dopo che erano stati posti i paletti del Piano regolatore».

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