SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il 18 aprile scorso il commissario Iappelli ha incontrato il direttivo dell’Associazione Sentina e l’ex consigliere regionale dei Verdi Pietro D’Angelo per discutere sulle precarie condizioni in cui versa il fosso collettore che segna il confine nord della neonata Riserva naturale della Sentina. Gli interlocutori di Iappelli hanno messo all’ordine del giorno le necessarie opere di pulizia del fosso che, nelle attuali condizioni, appare come l’ideale brodo di coltura per la proliferazione di zanzare, flebotomi e altre specie di insetti ematofagi.
“Occorre intervenire ora e non a giugno”, è stata la richiesta unanime degli intervenuti “poichè solo ora si riuscirebbe ad ottenere il massimo della prevenzione considerando che gli insetti sono ancora nella condizione larvale, quella più vulnerabile dal loro punto di vista”. Una disinfestazione larvicida, dunque, che elimini le uova dei fastidiosi insetti proprio all’inizio della stagione calda a loro congeniale, impiegando prodotti ad elevata compatibilità ambientale. Varie normative, infatti, impediscono all’amministrazione comunale di usare prodotti chimici per le operazioni di disinfestazione dagli insetti.
Iappelli si è mostrato disponibile, impegnandosi ad intervenire presso la PicenAmbiente, società incaricata di eseguire gli interventi. Del resto, essendo il territorio della Sentina sotto stretta tutela ambientale, al suo interno non è permessa la lotta intensiva contro le zanzare. Il fosso collettore, comunque, è da tempo fonte di lamentele: l’Associazione Sentina si è battuta per ottenere una nuova e salda recinzione, il comitato di quartiere vaglia da tempo delle proposte più radicali, come il suo spostamento più a nord e la sua sostituzione con una pista ciclabile.

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