SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’ing. Giuseppe Fiscaletti sarà candidato sindaco alla testa della lista civica “Fiscaletti?. La riserva è stata sciolta durante la riunione dell’associazione “l’Albero?, che lo sostiene, e che si è svolta martedì 18 aprile presso l’hotel Calabresi. La settimana che manca al 28 aprile, termine di legge per la presentazione delle liste, sarà dedicata da Fiscaletti e dal suo gruppo alla definizione delle trenta candidature a consigliere comunale.
Fiscaletti conferma che non farà alleanze con altre forze politiche: «È difficile fare oggi alleanze», dice, «perché c’è troppo poco tempo per parlare di programmi e della struttura di governo che intendiamo dare alla città. Del resto fino ad oggi sui programmi non abbiamo avuto modo di confrontarci con nessuno». Avete già un programma? Con quali linee-guida? «Abbiamo individuato alcune priorità, legate ai principali settori della vita economica e sociale di San Benedetto. Soprattutto pensiamo si debba incentivare la partecipazione della genete alla vita politica e amministrativa. Pensiamo poi che si debba tornare a vivere la storia della città, che fin qui è vissuta quasi di rendita, sulla pesca e sul turismo. Certo, abbiamo alcune strutture note e consolidate, che però vivono oggi una forte decadenza e hanno bisogno di uno spirito e di un modello nuovi di sviluppo. Abbiamo esaurito la rendita e il prestigio passati».
Pensa ad alcuni punti in particolare? «Sì, almeno due: il porto e la Sentina. Il porto dovrà essere bene attrezzato, per avere una forte valenza turistica. Non dovrà servire solo come appoggio per barche che arrivano e ripartono, ma appunto come polo di attrazione e di interesse verso l’intera città. Quanto alla Riserva della Sentina, oggi non si sa bene cosa debbe diventare. Dobbiamo far sì che l’area sia vissuta e attragga quindi l’attenzione delle persone».
Cosa proponete sul nuovo Prg? «Sul Prg va fatto un discorso di metodo», è la risposta, «Tutti vogliamo che la città ritrovi un suo equilibrio urbanisitico. Questo non vuol dire crescere a tutti i costi, in termini di case e abitanti. Vuol dire invece risolvere la carenza di servizi, di aree, di strutture. Una pianificazione di tipo tradizionale oggi non ci consente di avere uno strumento attuativo immediato, quindi ci vogliono altre soluzioni come gli accordi di programma e gli altri strumenti di legge, per una pianificazione contrattata, da studiare nei dettagli. Ad ogni modo stiamo definendo meglio il nostro programma e lo discuteremo, anche nel corso di eventuali confronti con gli altri candidati».
Qual è il vostro obiettivo in termini di riscontro elettorale? «Il nostro obiettivo è quello di arrivare al ballottaggio. In questo senso il nostro antagonista è Giovanni Gaspari, candidato dell’Unione, che dovrebbe essere l’altro candidato a raggiungere il secondo turno delle elezioni. Per questo, almeno per il momento, non diamo indicazioni sull’eventuale sostegno che daremmo ad un altro candidato che arrivasse al ballottaggio al posto nostro. Ma diciamo che una delle sfide da affrontare sarà l’apatia e il disinteresse della gente nei confronti della politica».
Alle elezioni del 9 e 10 aprile c’è però stata un’alta partecipazione. Che idea si è fatto del risultato? «Sulle politiche dico che la città di San Benedetto non ha fatto nulla per conseguire il risultato che conosciamo e che neanche nel centrodestra si aspettavano. Sicuramente Berlusconi ha lavorato bene per rivitalizzare l’interesse verso il voto. Poi su che base si sia risuciti a coinvolgere più del 50% degli elettori non mi sento di discuterlo: è stato bravo Berlusconi, con l’entusiasmo che è riuscito a trasmettere, a rendere vincente la contrapposizione ideologica tra comunismo e berlusconismo. Sotto questo aspetto bisogna apprezzarlo. Sul resto non mi esprimo. Noi del resto non abbiamo partecipato alla campagna elettorale per le politiche».

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