SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quanto serve per salvarsi (sul campo, aggiungono gli aficionados rossoblu)? Pallottoliere alla mano, si rischia di impazzire. Ma se queste statistiche possono essere molto aleatorie, ce ne sono altre scolpite sulla pietra: ovvero la quota che ogni anno è stata necessaria, nel girone A della C1, per evitare i play-off da quando, nell’anno 1993-94, sono stati introdotti (assieme alla regola dei tre punti per la vittoria).
Ecco le informazioni: nel 1993-94 il Prato riuscì a salvarsi con 39 punti (ipotesi che sembra molto improbabile ora, con Ravenna a 37, Samb e Pizzighettone a 36, Pro Sesto a 35 e San Marino a 33, oltre alla già retrocessa Fermana e il Lumezzane, condannato ai play-out, a 29 punti). Nel 1994-95 la Sassari Torres dovette arrivare a 43 punti, mentre l’anno successivo al Saronno bastarono appena 38 punti. Nel 1996-97 fu il Modena ad evitare gli spareggi con appena 37 punti (comprensivi di 4 punti di penalizzazione); nell’anno dei Mondiali in Francia invece il Montevarchi arrivò sest’ultimo con 38 punti, come il Varese e il Livonro nella stagione 1998-99.
Un’altra formazione successivamente promossa in Serie B, l’Albinoleffe, evitò i play-off nel 2000-01 con 39 punti, e sempre la squadra del bergamasco terminò al sest’ultimo posto la classifica del 2001-02.
In tempi più recenti, la Spal nel 2002-03 evitò i play-out solo dopo il conteggio della classifica avulsa (a discapito della Lucchese) a quota 42, mentre l’anno successivo si dovette ricorrere sempre alla classifica avulsa, che stavoltà premiò la Sassari Torres rispetto all’appaiata Pro Patria, entrambe a 38 punti. L’anno scorso, infine, ad ottenere la piazza della tranquillità fu l’Acireale a 42 punti (il Novara, con 40, si piazzò prima nella griglia dei play-out).

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