ACQUAVIVA PICENA – Padre Raimondo Micoletti e padre Luciano Silenzi sono due “storici? monaci del Convento San Lorenzo Martire. Novizi in Acquaviva nel 1954, all’epoca di padre Giovanni Cutini (noto in paese per la sua Balilla con la quale era solito recarsi in campagna per la questua), dopo aver vissuto il loro ministero in diverse località italiane, si sono ritrovati lo scorso settembre presso lo stesso monastero ove 41 anni prima erano entrati per abbracciare la regola dell’ordine dei Frati Agostiniani Scalzi.
In occasione del restauro della chiesa e dell’annesso cenobio, iniziato alcuni mesi or sono, abbiamo chiesto ai due sacerdoti di parlarci della situazione attuale del convento (dopo numerosi arrivi e partenze avvenuti negli ultimi due anni), nonché di esprimere un giudizio sulla vita religiosa della comunità locale.

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Quando è iniziato il restauro del Convento di San Lorenzo Martire e perché si è reso necessario?
I lavori hanno preso avvio lo scorso 5 settembre e dovrebbero terminare entro aprile. Oltre al campanile, molti intonaci della chiesa e del convento erano cadenti, nonché d’epoche, colori e materiali diversi: era, perciò, necessario ristrutturarli ed uniformarli. Le travi del tetto, per di più, dovevano obbligatoriamente essere sostituite o rafforzate, perché fatiscenti. Infine, per celebrare il 750° anniversario della Grande Unione delle Famiglie Agostiniane, voluta da papa Alessandro IV nel marzo 1256, abbiamo pensato di sostituire il finestrone della facciata con una vetrata istoriata, realizzata dalla ditta Eredi Mellini di Firenze.
È stato rifatto anche l’interno?
Sì, sono stati restaurati quasi tutti i quadri, degli oli su tela, della navata e del presbiterio, risalenti al 1700-1800.
Da chi sono finanziati i lavori?
Dalla comunità locale, dal convento e dalla Sovrintendenza ai Monumenti, Beni Architettonici e Culturali.
Quale impresa li sta realizzando?
La ditta Acciarri Costruzioni di Montalto Marche.
Negli ultimi due anni in convento sono arrivati nuovi religiosi, mentre altri sono partiti. Perché accade?
Le normative ecclesiastiche prevedono che si possa cambiare dimora ogni tre anni e, in certi casi, anche più spesso, a discrezione dei superiori. Ogni mutamento provoca un disagio: sia nei monaci sia nei fedeli. In ogni caso, l’alternanza giova agli uni per rinnovarsi, agli altri per respirare aria nuova. Il rapporto tra i nuovi arrivati e la comunità locale implica sempre una certa difficoltà iniziale, fin quando non ci si conosce meglio. I cittadini erano abituati a padre Mario e padre Graziano, che sono rimasti in Acquaviva per più di 30 anni, quindi è comprensibile che abbiamo faticato a adattarsi a diversi cambiamenti avvenuti in così poco tempo!
Che n’è stato di padre Fernando?
Dopo aver superato una grave malattia, è tornato in Brasile per un periodo di riposo e per respirare aria di casa. Quindi è rientrato in Italia ed attualmente si sta laureando in Teologia biblica alla Pontificia Università Gregoriana.
Com’è la situazione attuale del convento?
Ci siamo noi due più tre chierici, dai cittadini affettuosamente chiamati fratini (gli altri che c’erano in passato stanno continuando gli studi altrove), che partecipano con noi alle attività parrocchiali, alla liturgia e catechesi. Siamo, insomma, una piccola famiglia.
Come sono i rapporti con il parroco?
Anche se talvolta ci considera di serie B rispetto alla parrocchia, dobbiamo ammettere francamente che sono buoni, con la nostra più totale disponibilità alla collaborazione.
Un giudizio sulla fede degli acquavivani
È una fede tradizionale e radicata che i genitori ancora trasmettono ai figli e gli anziani ai giovani. Notiamo con piacere, da parte di tutta la comunità locale, una buona partecipazione alla messa domenicale e ai sacramenti, nonché un ammirevole attaccamento alle tradizioni religiose (processioni e confraternite). Apprezziamo particolarmente l’esempio dei genitori dei ragazzi del catechismo che partecipano assiduamente (caso raro, dati i tempi che corrono), a riunioni, incontri e gite organizzate.
Quali gruppi ecclesiali fanno riferimento al vostro convento?
Il Rinnovamento nello Spirito, il Terz’Ordine Agostiniano, la Confraternita della Madonna della Cintura ed il Movimento Mariano Sacerdotale.
I giovani partecipano ai riti religiosi?
Fatta eccezione per i comunicandi, i cresimandi ed il Gruppo Scout, sono pochi i praticanti. Purtroppo dopo la Confermazione tanti ragazzi preferiscono abbandonare la Chiesa, piuttosto che approfondire la loro fede! Comunque sia, noi frati siamo disposti a mettere a servizio del Comune e della parrocchia le nostre strutture, affinché i giovani del paese possano avere un punto di riferimento sicuro; ma esse necessitano di spese, cure e manutenzione.

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