CUPRA MARITTIMA – San Basso, Vescovo di Nizza, secondo la tradizione, fu martirizzato sotto l’imperatore Decio (249-252) con due lunghi chiodi, che lo passarono, partendo dai piedi, per tutto il corpo.
Frequenti erano i contatti con Nizza in quel tempo, per motivi commerciali, e non si esclude una predicazione del Santo in territorio cuprense nella prima metà del III secolo.
Venne portato a Cupra da alcuni profughi nizzardi che, nel V–VI si rifugiarono nella cittadina marchigiana, andando a stabilirsi in zona Castrum ad Mare (Castellammare), all’incirca nell’attuale zona Santi tra Cupra e Massignano.
Il corpo del Santo fu accolto nella chiesa di San Basso alla Civita o Pieve, da cui nel X fu traslato a Marano, prima accolto nella Chiesa di Santa Maria in Castello e poi nella Chiesa di Santa Margherita, più volte modificata e ricostruita.
Nel 1876, visto lo stato di decadimento della chiesa, fu spostato nella Chiesa dell’Annunziata, in attesa che fosse pronta la nuova sede nella chiesa collegiata dei SS. Basso e Margherita a Cupra Marittima. Il Culto del Santo è ancora oggi vivissimo a Cupra, anche per l’opera del Comitato San Basso.
Tra le iniziative organizzate, oltre ai festeggiamenti, c’è da segnalare una serie di Quaderni, editi in collaborazione con l’Archeoclub, e che quest’anno ha visto l’uscita del quarto volumetto, dedicato alle vesti del Santo.
Per approfondire la conoscenza sulla figura del Martire Nizzardo, si può visitare il sito internet o rivolgersi alla locale Pro Loco per le pubblicazioni

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 374 volte, 1 oggi)