SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’aria da ragazzo imberbe, pensieri e parole da uomo fatto. Marco Maduli, 27 anni, nativo di Taurianova, cittadina di 15mila abitanti in provincia di Reggio Calabria, ma residente a San Benedetto da 14 anni, presenta, almeno di primo acchito, questa sorta di contraddizione intrinseca. Il ragazzo di Calabria solo in Riviera ha iniziato a praticare quella che poi si rivelerà la sua più grande passione: il nuoto. O meglio, la pallanuoto. Sì perchè all’inizio, quando ancora viveva nella terra natìa, aveva «timore dell’acqua. Poi ho iniziato a avvicinarmi a questa splendida disciplina». E oggi è istruttore di nuoto, pallanuoto, idrobike e acquagym per la Delphinia di Attilio Garbati. A dispetto, verrebbe da dire, degli studi intrapresi: la facoltà di scienza della comunicazione, a Macerata.
Di più: il buon Marco gioca nella squadra di pallanuoto della Delphinia, militante nel torneo di C, oltre a vestire i panni di allenatore della squadra Under 20. «Nuotare, di per sé, è un po’ noioso, mentre la pallanuoto apre altri orizzonti».
A tale proposito: un amore che riempe gran parte della sua giornata.
«Direi di sì, anche perchè è un impegno che richiede tanti sacrifici. Ma i problemi sono tanti. Quali? Ci alleniamo presso la piscina comunale, dove però non possiamo provare gli schemi di gioco, visto che la struttura non possiede la profondità necessaria (tanto che le gare di campionato vengono svolte in Ascoli, ndr). E’ come se una squadra di calcio si allenasse senza mai toccare il pallone».
Una questione che di certo tiene lontani molti giovani.
«Quello del ricambio generazionale è un problema annoso col quale dobbiamo, nostro malgrado, fare i conti. Questo sport a San Benedetto sta godendo di scarsa considerazione e non ha ancora fatto presa sui giovani, anche per la mancanza di strutture adeguate».
Quante persone praticano pallanuoto nella nostra città?
«La Delphinia annovera una trentina di persone, tra prima squadra e Under 20. C’è poi la formazione Allievi della Pool Nuoto».
Non si arriva alle 50 unità. La pallanuoto nelle condizioni attuali, può avere un futuro nella nostra città?
«Assolutamente no. Si sopravvive. La nostra è obiettivamente una squadra vecchia. Fra l’altro niente lascia prevedere un miglioramento, anche perchè non sembrano esserci progetti seri per il nuoto in generale e la pallanuoto di riflesso. Non abbiamo futuro».

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