SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La schiena, una fastidiosissima ernia lombare, l’ha bloccata sul più bello. Stagione 2004-’05: i play off, peraltro vittoriosi, nella fila del Grottammare Volley, vanno a farsi benedire. Di più: la necessità di lasciare la pallavolo, una passione incredibile, per la quale «ho fatto tanti sacrifici».
Tatiana Massi, esile, mingherlina, che tutto ha meno che l’aspetto del coach, da allora ha cominciato ad allenare a tempo pieno. Il patentino da “allievo allenatore? conseguito due anni fa, proprio quando si è laureata (110 e lode) alla facoltà di scienze motorie di Urbino. In precedenza giocatrice nelle fila di Polisportiva Avis Ripatransone, Cus Urbino, Riviera Samb e, appunto, Grottammare. Giusto l’anno passato, proprio quando vestiva la casacca del club presieduto da Giuseppe Imbrescia, ha iniziato ad allenare l’Under 14 della sua Ripatransone.
«Se potessi concilierei le due cose anche adesso».
Ma non può: eccola allora divenire responsabile tecnico della squadra femminile di II Divisione della Riviera Samb Volley.. Due maestri: Maurizio Medico e Marco Mattioli. «Li conoscevo già da prima. Per me questa è un’opportunità molto importante, visto che riesco a stare a contatto con due persone che hanno molta più esperienza di me. Confrontandomi con loro sono sicuro che crescerò».
Quante e quali difficoltà ha nel rapportarsi con ragazze poco più giovani di lei?
«Sono svantaggiata dal fisico: non incuto quel timore e quel rispetto che un allenatore dovrebbe incutere. Con questo non voglio dire che le mie ragazze non mi rispettano, ma certo all’inizio non è stato facile. Adesso si è creato un bel gruppo, anche se spesso mi deprimo un po’».
Come mai?
«Perchè quando non arrivano i risultati mi reputo in qualche modo reponsabile. Vorrei che la mia squadra mettesse sul parquet quella grinta e quella voglia che avevo io quando giocavo».
Un difetto delle sue ragazze.
«Sono ancora piccole mentalmente: non sono entrate nell’ottica del sacrificio e del fare questo sport a livello agonistico. In più sono umorali. Il bilancio in ogni caso è positivo».
E del suo lavoro è soddisfatta?
«Come dicevo devo migliorare molto. Per adesso mi accontento di “volare basso?. Per me non conta la categoria, anche perchè attualmente non mi reputo in grado di confrontarmi con realtà di primo piano. Mi piace vincere però, alle mie squadre cerco di infondere questo spirito».
Ambizioni e progetti per l’immedaito futuro?
«Premesso che mi piace stare coi piedi per terra, il mio pallino è quello di diventare un preparatore atletico; del resto questo è il motivo per il quale mi iscrissi alla facoltà di scienze motorie; attualmente lavoro come segretaria, ma confido, quanto prima, di trovare un posto esclusivamente in ambito sportivo».
Un’ultima domanda. Visto che la stagione sta volgendo al termine: pensi di restare alla Riviera Samb anche l’anno prossimo?
«Non ne ho ancora parlato con la società, anche se mi piacerebbe. Staremo a vedere».

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