MONTEPRANDONE – Il traguardo è vicino. La scaramanzia sembra quasi essere bandita. «Un pronostico? Una doppia: 1X». Tradotto: Centobuchi promosso in serie D. Giuseppe De Amicis si lascia andare, guardando alla sfida in programma domenica 23 aprile, quando al Comunale scenderà la Biagio Nazzaro, con moderato ottimismo. «Il campionato non è finito, ci sono ancora 90 minuti da giocare – precisa subito dopo -, tra l’altro incontriamo una squadra in piena lotta per un posto play off. Però…». Il vantaggio è innegabile: due risultati su tre a disposizione dei biancocelesti. «Ci basterebbe un punto, il che vuol dire che dalla nostra abbiamo un grosso vantaggio, ma guai a pensare che è fatta».
L’IMPRESA DI DE AMICIS. Le parole di mister De Amicis lasciano comunque intendere che almeno lui è già con la testa in serie D. Et voilà: «Sarebbe la promozione più bella in assoluto. Da giocatore ne ho guadagnate diverse (due con il Chieti, una col Cagliari, una con la Maceratese e una a Celano, l’ultima maglia che ha vestito da calciatore, ndr), ma da allenatore, tra l’altro al primo anno di esperienza, avrebbe un sapore particolare». Anche perchè questo Centobuchi, squadra giovane – l’età media del gruppo a disposizione dell’ex Celano non arriva a 22 anni -, era partita a fari spenti. Centrare la promozione diretta sarebbe un miracolo. O una favola?
«Diciamo una bella impresa. Ci stiamo giocando fino all’ultimo il campionato contro una Jesina che ha speso tanto ed era partita tra le maggiori indiziate per la vittoria finale. Noi invece abbiamo speso pochissimo e siamo lo stesso lassù. Non dimentichiamoci tra l’altro che avremmo potuto chiudere la questione ben prima: contro la Cingolana abbiamo disputato una gara magnifica, ma non siamo riusciti a fare nostri i 3 punti».
Quale il segreto del suo Centobuchi?
«Può sembrare una frase fatta, ma dico il gruppo. Si è creato in poco tempo e forse il merito è anche il mio: i ragazzi hanno saputo seguirmi, credendo in quello che ho detto loro sin dalla prima amichevole. Cosa? Che erano una squadra di temperamento e che potevano fare molto bene. Se ne sono persuasi a poco a poco. I risultati hanno fatto il resto. Un plauso va comunque fatto a tutti i miei collaboratori, compreso il preparatore atletico (Massimiliano Lattanzi, ndr), un ragazzo molto preparato e che ci sta consentendo di chiudere in crescendo la stagione».
Saprebbe indicare una partita della svolta, o quantomeno il momento del torneo nel quale avete messo una seria ipoteca sulla promozione?
«Faccio un discorso più in generale: hanno avuto un peso preponderante le vittorie in trasferta (7, ndr), l’ultima delle quali a Senigallia, domenica scorsa. E’ la prova provata che giochiamo con lo stesso spirito sia in casa che fuori, tentando di imporre, sempre e comunque, il nostro gioco».
PUBBLICO FINALMENTE NUMEROSO. «Centobuchi è una realtà particolare, giovane, che si è formata da poco e che quindi, verdendo al suo interno tante persone di fuori, è ancora poco attaccata alla squadra. In ogni caso è motivo di grande soddisfazione essere riusciti a portare mille persone, in occasione delle ultime due gare casalinghe, al campo. Vorremmo vederne anche di più il 23, contro la Biagio Nazzaro. Ci aspettiamo una mobilitazione di massa, visto che sta prendendo forma qualcosa di irripetibile per questa società».
E DE AMICIS CHE FARA’ DA GRANDE? «Non ho ancora parlato del mio futuro con la dirigenza – rivela il tenico biancoceleste -, anche se sarei felicissimo di rimanere. Proposte di altre società non ne ho avute. Vedremo a campionato finito, anche se il Centobuchi, per scaramanzia, non vuole assolutamente affrontare certi argomenti».
ROMPETE LE RIGHE. Oggi il Centobuchi sosterrà l’ultima seduta di allenamento prima delle festività pasquali. Mister De Amicis concederà ai suoi tre giorni di riposo; dal pomeriggio di martedì prossimo i biancocelesti inizieranno a preparare l’ultimo impegno della stagione.

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