Il nostro Vescovo, Mons. Gestori, nel tradizionale messaggio alla Diocesi per la festa di Pasqua, si interroga su come oggi sono vissuti i riti che precedono la festa della Resurrezione di Gesù e «cosa questa solennità cristiana riesca ancora a dire al nostro mondo, per tanti aspetti distratto e lontano da quello che la Chiesa ricorda».
Deve, purtroppo, amaramente costatare come «molte persone del nostro tempo sono ormai indifferenti verso il senso spirituale delle feste cristiane e la diffusa decadenza culturale ci sta portando ad un relativismo tollerante e buonista di fronte ad ogni forma di esperienza religiosa, ciascuna delle quali potrebbe valere quanto l’altra. Ed anche se molti sembrano interessarsi alla ricerca dello spirituale, spesso ricorrono alla magia ed ai guaritori, per avere un qualche aiuto nell’affrontare i problemi della vita».
Il Vescovo aggiunge come molti cristiani, pur considerando la persona di Gesù, come l’unico Salvatore, non traducono nella quotidianità la fede in Lui: «Dobbiamo accostare la persona di Gesù non come verità astratta, ma come vita vivente». Solo così la fede può essere incisiva.
«La festa di Pasqua, con il mistero realissimo di un morto che risorge e che si presenta vivo ai suoi discepoli, è la provocazione annuale offerta dalla Chiesa per sentire Gesù presente in mezzo a noi, per gioire della sua viva persona e per affidare a Lui la nostra vita con tutte le sue difficoltà, le sue attese e le sue gioie».
Mons. Gestori prosegue affermando come la fede in Cristo risorto dà la speranza anche nelle situazioni difficili e dolorose della vita. «Succede poi di sentirsi non solo sfiduciati ed in crisi, ma anche di fare la dura esperienza del peccato e di provare la pesantezza di una colpa che ha offeso il Signore e che non ti lascia il cuore in pace… È una grande fortuna quella di poter chiedere perdono, attraverso il sacramento della Confessione, e di avere la certezza di venire perdonato, qualunque sia il peccato commesso».
Il Vescovo non dimentica la preghiera: «Essa permette di capire quello che veramente conta per la riuscita della propria vita e quindi di poter vivere meglio le proprie giornate…La preghiera e il perdono, accanto alla speranza ed alla pace, appartengono alla nostra più vera umanità».
E termina con l’Augurio a tutti di una Buona Pasqua, accompagnato dalla sua benedizione.

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