SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Abbiamo superato a pieni voti una significativa prova d’esame. Il risultato conseguito dall’Unione nelle Marche conferma in maniera inequivocabile lo straordinario consenso ottenuto alle elezioni regionali dello scorso anno». È il commento del vicepresidente della Regione Marche Luciano Agostini all’esito del voto del 9 e 10 aprile .
«Questo risultato non arriva per caso», prosegue Agostini, «se proprio nelle Marche abbiamo piantato le radici dell’Ulivo: una delle prime regioni, infatti, in cui è nata la lista. Un riscontro positivo conquistato grazie anche al governo regionale e al suo presidente, che ha tracciato un percorso virtuoso per condivisione e vicinanza ai territori. Una risposta altrettanto netta alle “cassandre? della Casa delle Libertà che avevano profetizzato una caduta di consensi per il governo regionale. Mi dispiace per loro ma non è andata così».
«Se poi analizziamo il voto a livello provinciale», conclude Agostini, «le valutazioni sono identiche. Se ad Ancona e Macerata c’è stato un sostanziale riequilibrio rispetto allo scorso anno (quando si è raggiunto il picco massimo), a Pesaro una stabilità con tendenza alla crescita, nella nuova provincia di Ascoli Piceno si è registrato un consenso notevolissimo per l’Unione, in particolare per i DS con oltre il 22 per cento e per Rifondazione comunista. Un trend positivo, specialmente nel capoluogo ascolano, dove si inverte sostanzialmente una situazione che si riteneva appannaggio del centrodestra. Le premesse, ma soprattutto i fatti, ci fanno ben sperare anche per San Benedetto dove ci auguriamo che l’Unione possa tornare a guidare l’amministrazione della città con Giovanni Gaspari».
Ad Agostini fanno da contraltare le osservazioni del consigliere regionale di opposizione Guido Castelli, presidente provinciale di An. «Esprimo la mia più grande soddisfazione per i risultati ottenuti da Alleanza Nazionale e dalla Casa delle libertà ad Ascoli ed in provincia», scrive Castelli, «I quasi 22 mila voti conseguiti tra Arquata e Cupra Marittima da An superano in termini assoluti il consenso che la destra picena aveva ottenuto in occasione delle ultime tre consultazioni. E ciò nonostante l’assenza di candidature picene che potessero concretamente aspirare all’elezione così da “tirare? la lista alla stessa stregua degli alleati che schieravano in pole position Ciccanti, Scaltritti e la Ferretti».
«Anche ad Ascoli città», prosegue Castelli, «An torna a superare la soglia dei seimila voti (non accadeva dal 2001) combattendo “a mani nude? una battaglia elettorale che gli altri conducevano con l’artiglieria pesante. Il merito di ciò va a quanti, ancora una volta, con spirito militante hanno voluto anteporre l’interesse della comunità politica a calcoli di convenienza ed ai tantissimi giovani che da Montegallo a San Benedetto del Tronto hanno rappresentato la vera spina dorsale della macchina elettorale di An. La stragrande vittoria di Rossi delle provinciali di due anni fa sembra un incubo lontano. Vengono alimenate le speranze di chi non accetta la deriva neocomunista di Palazzo San Filippo».
Conclusione opposta su San Benedetto: «Stesso discorso per San Benedetto», sostiene Castelli, «dove, a dispetto di tutte le nefaste previsioni Ds, la Casa delle libertà sopravanza l’Unione che, a sei settimane dalle elezioni comunali, registra una sonora bocciatura del candidato sindaco Ds in pista da mesi. Non ha pagato, infine, l’infame campagna denigratoria che i DS hanno condotto da mesi contro l’amministrazione di Ascoli Piceno, ed in particolare An, che esce rafforzata e coesa da una consultazione elettorale che ha confermato – ai danni di Prodi, Agostini, Rossi & c. che si sentivano sicuri vincitori – l’antico detto secondo cui “chi è entra Papa in Conclave, esce cardinale?».

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