ROMA – Anche il nuovo impegno di parlamentare, assieme a quelli di giornalista e di sindacalista a tutela dei connazionali in America Latina. Cambierà così la vita della nostra concittadina Marisa Bafile, giornalista professionista italo-venezuelana, dichiarata eletta alla Camera dei deputati per la lista dell’Unione con 17.763 voti nella ripartizione Sud America.
Marisa Bafile lavora dal 1982 al quotidiano in lingua italiana “La Voce d’Italia?, fondato dal padre Gaetano Bafile nel 1950. In questi anni Marisa Bafile si è occupata soprattutto dei problemi della collettività italiana.
I suoi numerosi editoriali, articoli e interviste mettono in evidenza la serietà e la forza con cui costantemente lei ha preso a cuore le battaglie in difesa dei diritti degli italiani all’estero.
È stata per due anni Presidente del Patronato Inca-Cgil in Venezuela, e durante questo periodo ha partecipato a numerosi incontri continentali sui diritti degli italiani all’estero ed in particolare dei più deboli e bisognosi.
Per la sua esperienza nel mondo dell’emigrazione, la Bafile ha partecipato a numero Congressi mondiali di italiani all’estero. Da molto tempo si occupa della problematica delle donne emigranti ed è presidente dello spazio “Sportello Donna” creato dalla Camera di Commercio Italo-Venezuelana.
«Come parlamentare degli italiani dell’America Latina», ha detto appena eletta Marisa, «sarà mio impegno innanzi tutto lottare per il riscatto della valigia di cartone, valigia dalla quale oggi è scaturita una generazione di persone che appartengono a due mondi, che hanno un’ottima preparazione accademica e possono rappresentare per l’Italia un valore aggiunto di grande valore».
«È l’altra faccia della medaglia che l’Italia conosce poco – ha aggiunto Marisa – soprattutto quando si parla di Sudamerica, nome che evoca immediatamente problemi politici ed economici».
La Bafile crede infatti «nella grande ricchezza delle intelligenze scaturite dai nostri pionieri» da cui «l’Italia può attingere per crescere come Paese sprovincializzato e di ampie frontiere, per sviluppare al meglio la creatività, l’arte e la ricerca scientifica».
È convinta che «l’emigrazione italiana all’estero oggi può esigere l’instaurazione di un rapporto paritario. Bisogna infatti rivalutare la marcia in più che deriva dal fatto di essere figli e nipoti di persone che hanno sfidato l’ignoto per migliorare».
«Dalla nostalgia ai diritti», dunque. «Dall’umiliazione dell’emigrante all’orgoglio di chi sa che grazie a quella radice di emigrante ha imparato che la realizzazione dei sogni richiede lavoro, serietà, costanza. Sottolineare, insomma, la mia orgogliosa appartenenza al mondo degli emigranti».
Questo insomma il credo a cui si ispirerà l’onorevole Marisa Bafile.

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