SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una fiducia velata nei confronti delle elezioni amministrative del 28 maggio. Può essere riassunto così lo stato d’animo che anima diversi esponenti del centrosinistra, dal candidato sindaco dell’Unione Giovanni Gaspari, al neodeputato di Rifondazione Comunista Andrea Ricci, al presidente dell’assemblea regionale della Margherita Franco Paoletti. L’affermazione del centrodestra a San Benedetto, infatti, è stata raggiunta con una percentuale del 50,01% (e non del 51,55% come precedentemente riportato da Sambenedettoggi), mentre al Senato la Casa delle libertà ha avuto il 50,57. Ha destato una certa sorpresa, invece, il risultato regionale dei Ds, che eleggono due senatori e rischiano di lasciare “a piedi? l’ex presidente della Provincia Pietro Colonnella, che era candidato al quarto posto.
«Siamo felici per aver vinto le elezioni nazionali», esordisce Gaspari, che infatti festeggia nella nuova sede dell’Unione in via Balilla, «A San Benedetto c’è stato un effetto Berlusconi valutabile intorno ai 3-4 punti percentuali. Per il resto è noto che il centrosinistra va storicamente meglio alle elezioni amministrative, come è accaduto alle ultime provinciali e alle regionali. Tutti motivi per i quali guardiamo con serena fiducia alla sfida che abbiamo di fronte. Domani pomeriggio alle 18 ci riuniremo con tutti i partiti dell’Unione, i rappresentanti del Forum sambenedettese, della lista Mauro Calvaresi e di quella che aveva sotenuto Giuseppe Benigni. Riteniamo che ci siano le condizioni per vincere le amministrative. Il centrosinistra si è infatti rafforzato. La stessa Margherita è andata avanti rispetto alle provinciali e alle regionali».
Andrea Ricci, unico parlamentare di maggioranza eletto, guarda avanti: «Il dato che emerge da queste elezioni è la vittoria dell’Unione», dice, «anche se al Senato si tratta di una vittoria risicata, dovuta al voto degli italiani all’estero. Con l’ampio premio di maggioranza alla Camera sarà possibile governare. Quanto al sud delle Marche, credo sia stato penalizzato dalla legge elettorale e dalle scelte dei partiti nella composizione delle liste. Il fatto di essere l’unico rappresentante delal maggioranza mi carica di responsabilità. Cercherò di avere uno stretto rapporto con i rappresentanti delle istituzioni locali e con i cittadini. La situazione a San Benedetto in vista delle amministrative? Alle politiche si è avuta una situazione di assoluta parità, con uno scarto di appena dieci voti. L’esito delle prossime elezioni sembra molto incerto. Ma a favore del centrosinsitra giocherà il fatto che i precedenti cinque anni di amminsitrazione di centrodestra sono stati fallimentari, sia dal punto di vista della stabilità politica, sia da quello delle realizzazioni. Se il centrosinistra saprà unirsi attorno a Gaspari e proporre a San Benedetto un programma di nettà discontinuità con Martinelli e le precedenti giunte Perazzoli potrà farcela».
Nel frattempo, dal Lazio, dove era capolista al Senato, giunge la notizia della mancata elezione in Parlamento del sambenettese Dante Merlonghi, coordinatore regionale nelle Marche dell’Italia dei valori. «Ma un conto sono le elezioni politiche, e un altro quelle amministrative», dice Merlonghi.
Dura autocritica, infine, da parte di Franco Paoletti della Margherita, dopo le parole non meno amare del collega di partito e deputato uscente Orlando Ruggieri (su Riviera Oggi n. 624, in edicola questa settimana). «Non è stato un risultato brillante o entusiasmante da parte della Margherita», dice Paoletti, «Il risultato del centrodestra a San Benedetto è sorprendente, perché ci si sarebbe aspettato un giudizio più severo da parte degli elettori nei confronti dei guasti prodotti dalla giunta Martinelli, a prescindere dalle vicende nazionali. Per le prossime amministrative c’è da impegnarsi e anche da rivedere qualcosa, nella Margherita come all’interno della coalizione di centrosinistra. L’Unione deve cambiare passo per evitare di ripetere il 2001. All’interno del nostro partito, del resto, un malessere si era verificato già alcuni mesi fa, quando avevo chiesto la sostituzione dei vertici locali. Ci fu una tregua concordata, ma ora avanzerò di nuovo questa riunione. La vita di partito è inesistente a San Benedetto e la gestione è fatta di mediocrità».
La Margherita è stata penalizzata anche dalle candidature che sono state espresse per il sud delle Marche? «Si è scambiato il notariato con la notorietà», risponde eloquentemente Paoletti (il riferimento è al notaio Pietro Caserta, candidato al terzo posto per il Senato, ndr), «Ma tutto il sud delle Marche è stato penalizzato e prova ne sia che nessuno è stato eletto, con colpevole condiscendenza del coordinatore regionale del partito. Da una parte ci voleva maggiore rispetto per i parlamentari uscenti Cavallaro e Ruggieri. Dall’altra, candidature diverse da quelle che abbiammo avuto avrebbero raddoppiato i nostri consensi. Non dico che ci sia stato dolo verso di noi, ma certamente negligenza e scarso rispetto per gli uscenti.La Margherita è scesa sotto l’Udc e sotto Rifondazione. Come si spiega? Siamo un partito in panne, in declino. Ci vuole una lista con personale autorevoli, qualificate e capaci, che ponga fine ad una gestione pessima fatta di mediocrità».

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