GROTTAMMARE – Cinquecento figuranti per far rivivere la Passione di Gesù Cristo: torna infatti, al Paese Alto, la Sacra Rappresentazione del Cristo Morto. L’appuntamento grottammarese, nato nel 1738, si ripete da quasi tre secoli con cadenza triennale, più ricco che mai dal punto di vista della partecipazione dei cittadini.
Il corteo partirà Venerdì Santo dalle ore 21: i figuranti si radunano in Piazza Peretti, sul Piazzale della Chiesa di San Giovanni Battista. Il percorso poi si snoda in via Palmaroli, via Sant’Agostino, Piazza Garibaldi, via Leopardi, via XX Settembre, viale Ballestra, via G. Marconi, via F.lli Cairoli, viale Sisto V, viale Crucioli, via Laureati, viale f.lli Rosselli, piazza Garibaldi, e quindi di nuovo in via Sant’Agostino.
«Questa processione esprime in maniera intensa la fede cristiana dei grottammaresi» ha ricordato don Giorgio Carini, parroco della Chiesa di San Giovanni Battista. «La rappresentazione è antica ma ha conservato le caratteristiche originali, con il suo silenzio e il suo percorso architettonico invidiabile», ha concluso il parroco.
La Via Crucis di Grottammare ha ottenuto il patrocinio dell’amministrazione comunale oltre che quello della Provincia di Ascoli Piceno. «Appoggiare questa manifestazione era un atto dovuto», spiega il sindaco Luigi Merli «per quello che rappresenta la Passione di Cristo. Per noi, inoltre, questa è una prova per la Sagra Giubilare che tornerà l’anno prossimo, a luglio».
La Sacra Rappresentazione del Cristo Morto viene organizzata dalla Confraternita dell’Addolorata, unica confraternita rimasta a Grottammare fra le diverse che erano presenti nei secoli scorsi (la prima confraternita grottammarese risale al 2005). Presenti durante la conferenza stampa erano anche il priore Mario Sacchini e il vice priore Giovanni Straccia.
Susanna Faviani, collaboratrice della manifestazione, ha ricordato che i testi che vengono recitati e cantati dai cori femminili (uno di donne adulte, uno di ragazze e uno di bambine) venivano tramandati oralmente. Dopo la scomparsa di Paola Mascaretti, si rischiava di perdere le parole dei canti e così Susanna Faviani, attraverso il ricordo di molte donne grottammaresi, ha riportato i testi in forma scritta (un canto “ritrovato? è stato scritto nel ‘700 da un Santo, Alfonso Maria de’ Liguori.
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