ROMA – Fino a ieri sembrava un’ipotesi del tutto, remota. E invece stamane l’Italia punta gli occhi sui connazionali all’estero emigrati in tutto il mondo. Il “peso? del voto italiano dalle nostre comunità all’estero si sta rivelando così determinante da decidere in sostanza chi governerà la madrepatria per i prossimi cinque anni. Al di là di qualunque previsione, dunque tutto dipenderà da come si è votato nelle quattro ripartizioni continentali della circoscrizione Estero.
La definitiva vittoria del centrosinistra è arrivata questa mattina da Castelnuovo di Porto, località a nord di Roma lungo il Tevere, dove nei capannoni della Protezione Civile si stanno scrutinando le schede votate spedite dai consolati d’Italia di tutto il mondo, in tolate: 1.135.617
Dopo un pomeriggio e una nottata trascorsi nel surreale clima vissuto in Italia a causa dei risultati per i due schieramenti usciti dalle urne praticamente alla pari, con dati talmente ravvicinati da non poter capire “chi? – al risveglio di questa mattina – sarebbe andato al governo.
L’Unione – seppure con un minimo scarto – aveva conquistato la Camera, con 340 seggi, compresi quelli del cosiddetto “premio di maggioranza?, e il 49,8% di preferenze. Mentre invece al Senato la maggioranza era della CdL – che con il 50,2% di preferenze, contro il 49% del centrosinistra – aveva ottenuto 155 seggi contro i 154 dell’Unione.
Poi il colpo di scena. Alle 10.15 di questa mattina – secondo i dati del Vicinale dopo lo scrutinio di 812 sezioni su 896 – l’Unione ha già il 44,279% delle preferenze (350.298 voti) nell’intera circoscrizione Estero, contro il 21,144% di Forza Italia (167.275). Risultati che, al Senato, garantiscono alla coalizione di Prodi quattro seggi sui sei assegnati alla circoscrizione Estero, portando il risultato nazionale a 158 seggi per L’Unione contro i 156 della Casa delle Libertà.
Resta ancora da sciogliere “l’incognita Pallaro?, il leader della lista autonoma Aisa che in Sud America ha fatto man bassa di voti: qualora decidesse di schierarsi a sinistra, il senatore porterebbe il dato finale a 169 contro 156.
Del tutto al di sotto delle aspettative, i risultati della lista di destra “Per l’Italia nel mondo con Tremaglia? che si ferma al 7,36% con 58.245 voti. Mentre l’Udc di Casini ha ottenuto 50.201 voti (il 6,34 %); la Lega Nord è arrivata a 16.090 voti (il 2,03%) superata dall’Italia dei Valori di Di Pietro che ha raccolto 23.719 voti pari al 2,99 % del totale dei voti.
Delle liste indipendenti – o che fanno capo all’associazionismo degli italiani all’estero – il migliore risultato è stato raggiunto dall’Aisa (Associazione degli italiani in Sud America) di Luigi Pallaro e di Riccardo Merlo, lista che in Sud America ha già ottenuto 73.298 voti pari al 9.26% di voti. Nella stessa ripartizione l’Usei di Eugenio Sangregorio finora ha raccolto 10.958 voti.
L’Aiie – un’altra lista indipendente presentata in Centro e Nord America – ha ottenuto 3.052 voti, mentre in Europa il Pim, con 9.707 voti, ha superato anche se di poco, “L’Altra Sicilia-per il Sud? che ne ha ottenuto 8.934 voti.

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