ROMA – Incredibile. Italia come la Germania, come gli Stati Uniti. Prodi e Berlusconi come Kerry e Bush, Schroeder e Angela Merkel. Una nazione divisa in due metà perfettamente combacianti, in cui l’incarico di governo è dato dalla casualità o, comunque, dalle regole della democrazia elettorale (anche quando cervellotica).
Soltanto stamattina si sarebbe definito il quadro esatto del risultato delle folli elezioni del 9 e 10 aprile. E, per paradosso, a decidere che al Senato sia prevalsa l’Unione, per quanto in maniera risicatissima (158 seggi contro 156), sono stati gli italiani all’estero, che hanno assegnato 4 dei 6 seggi a loro assegnati all’Unione di Romano Prodi, contro 1 solo senatore per Forza Italia (e 1 indipendente, che, siamo sicuri, avrà il telefono bollente). Il paradosso sta nel fatto che in queste elezioni, per la prima volta, gli italiani all’estero erano chiamati ad esprimere le loro preferenze per il Parlamento; e la legge era stata fortemente voluta dal ministro (ex) Mirko Tremaglia, ex repubblichino, alfiere del tricolore nel mondo: e invece gli italiani all’estero non hanno avuto riconoscenze per Tremaglia e la sua coalizione.
Ma veniamo ai numeri: al Senato la Casa delle Libertà ha raccolto il 50,2% dei voti, che però hanno garantito soltanto 1 senatore in più rispetto all’Unione (49%). Decisivo, come detto, il voto delle circoscrizioni estere; e decisivo potrebbe essere anche il voto dei senatori a vita: sono sette (Giulio Andreotti, Emilio Colombo, Francesco Cossiga, Rita Levi Montalcini, Giorgio Napolitano, Sergio Pininfarina, Oscar Luigi Scalfaro), di cui almeno quattro di estrazione culturale più vicina al centrosinistra.
Ma se al Senato la lotta è stata durissima, anche alla Camera la situazione è stata (ed è?) in bilico. Il centrosinistra si impone infatti per circa 25 mila voti sui quasi quaranta milioni di votanti. Ed è quello 0,1% di differenza che determina la maggioranza dell’Unione, grazie al premio di maggioranza: e così i seggi sono 340 contro 277.
Ma attenzione: potrebbe non essere finita qui, perché il centrodestra, già questa notte (erano trascorse da poco le tre), ha contestato le dichiarazioni di vittoria di Prodi e Fassino, chiedendo il conteggio delle schede (addirittura circa 500 mila sarebbero state annullate).
Comunque vada, governare non sarà facile per nessuno. Povera e pazza Italia.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.685 volte, 1 oggi)