PALERMO – Mentre tutta l’Italia si arrovella nel pallottoliere di schede e seggi, arriva una notizia attesa da 43 anni: Bernardo Provenzano, super boss della mafia, latitante dal 1963, è stato arrestato.
Provenzano era in un casolare di campagna quando agenti della Polizia di Palermo, assieme al insieme al Servizio Centrale Operativo (Sco) e alla Direzione Centrale Anticrimine (Dac), lo hanno arrestato. Provenzano non ha opposto resistenza e non era armato.
Inizialmente Provenzano avrebbe negato la sua identità, ma poi ha ammesso di essere il capo della mafia. Nella sua abitazione è stata ritrovata una macchina da scrivere nella quale scriveva i messaggi con i quali, tramite i “pizzini” (ragazzi demandati alla consegna dei suoi ordini) faceva arrivare ai suoi uomini.
Per l’Italia l’arresto di Provenzano segna una importante vittoria della legalità, anche perché era vergognoso che un uomo, da sempre in Sicilia, riuscisse a fuggire la legge da ben 43 anni.

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