SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Ci hanno fatto retrocedere». Maurizio Medico, coach della formazione di I Divisione femminile della Riviera Samb Volley, è a dir poco amareggiato. Domenica 9 aprile, per le sue ragazze la stagione si è conclusa nel peggiore dei modi, ovvero con la discesa al piano di sotto, in virtù del terzo posto conseguito nel girone D della poule play out.
A nulla è valsa la vittoria inflitta al fanalino di coda Servigliano (3-0); il netto 3-0 col quale il Villa Pigna, seconda, si è imposta sulla capolista Rapagnano, ha condannato le rossoblu. Leggiamo la classifica finale: Rapagnano 13, Villa Pigna 10, Riviera Samb 9, Servignano 4. Giù, come detto, le ultime due.
Medico non ci sta: «La prima della classe si è presentata a Villa Pigna, per giocare l’ultima gara della stagione, senza allenatore e con la formazione under 14. Del sestetto titolare c’era un solo effettivo. Incredibile. Il fatto è che oramai avevano in tasca la salvezza e non hanno voluto sforzarsi più di tanto per onorare il campionato fino alla fine. Nella parte conclusiva di stagione se ne vedono di tutti i colori, hai voglia ad insegnare ai giovani concetti come sportività e sana competizione».
Ad amareggiare il coach rivierasco, pure il comportamento del Villa Pigna, che non ha voluto prendere in considerazione la richiesta del Rapagnano di anticipare la partita, visto che la capolista avrebbe avuto, come poi è successo, problemi in ordine alla formazione da schierare. «Anche in questo caso è mancato un principio che nello sport sta ormai scomparendo a tutti i livelli: la lealtà. Sapevano che le avversarie sarebbero state incomplete e, di proposito, non hanno voluto sentire ragioni».
In ultimo, secondo il coach rossoblu, andrebbe rivista l’intera formula dei calendari: «Non è possibile retrocedere dopo essere arrivati quarti nel corso della stagione regolare – argomenta Medico -, ovvero un gradino sotto alle squadre che sono andate a giocarsi la promozione. Tra l’altro reputo ingiusto far ripartire le formazioni che prendono parte ai play out da zero. Quantomeno ridiamo loro la classifica guadagnata nella fase regolare».

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