SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Splendida giornata di sole in riva all’Adriatico. Le solite, infinite traversie societarie non scoraggiano il pubblico di fede rossoblu, che risponde in maniera commovente: sulle scalee del Riviera delle Palme, per questo Samb-Pro Sesto, si contano circa 3.000 fedelissimi. In palio ci sono 3 punti che potrebbero rappresentare, almeno sul campo, la svolta in questo scorcio finale di stagione: i lombardi infatti, in classifica stazionano 3 lunghezze più su della banda Voltattorni. Match da vincere quindi, e la curva Nord parte molto motivata. Nonostante tutto. Tra l’altro c’è da festeggiare un ragazzo dell’Onda d’Urto, che rientra da una diffida di due anni. “Il passato ti appartiene, il futuro è un tuo dovere, bentornato Mauro?, è lo striscione col quale la Cioffi lo riabbraccia: lui va a posizionarsi in balconata, al fianco del lanciacori per dargli manforte. Un tifo privo di sbavature quello che fa da corollario ai primi 25 minuti: manate, cori spezzati ed altri prolungati. Bandiere e stendardi branditi in aria con continuità.
Spesso l’intero Riviera si lascia coinvolgere nel sostegno alla compagine di casa, che al 20’ passa in vantaggio con Docente: l’ex Avellino appoggia in rete una palla respinta dal portiere ospite sulla conclusione di Scandurra. Esplode di gioia l’impianto rossoblu. Seguirà una seconda porzione di primo tempo meno efficace. Apprezzabile la sciarpata della Nord in chiusura di tempo.
Onda e soci inaugurano la ripresa sulla medesima falsariga dei primi 45 minuti, con un sostegno che spazia sull’intero repertorio a disposizione, ma soprattutto una grande coesione. Seconda frazione di gioco, nella quale la Nord riesce ad essere più continua, magari motivata dal fatto che c’è la Samb deve difendere l’esiguo vantaggio. Capovolgimenti di fronte, squadre sempre più lunghe, emozioni che il Riviera vive con estrema partecipazione, a colpi di cori, il cui volume cresce di minuto in minuto. Come del resto aumenta la partecipazione dello stadio marchigiano, che soffre gli attacchi della formazione biancoceleste, pericolosa in più circostanze nel finale. Ma negli ultimi 10 minuti di gara, complici tribuna e distinti, finalmente all’altezza, torniamo ad ammirare scampoli di Sambodromo. Dopo cinque mesi e più i rossoblu tornano a gioire per una vittoria tra le mura amiche: i 3.000 dell’impianto di Viale dello Sport sono tutti in piedi, a battere forte le mani e a gridare l’amore sconfinato, indefesso, indescrivibile, per la Samb.
STRISCIONI CURVA CIOFFI. Una gigantografia di Alberto Soldini fa bella mostra di sé nel corso dell’incontro: insieme al volto dell’imprenditore romano una pesante ingiuria. Veemente sarà pure la contestazione nei confronti di Paterna e Dante Merlonghi, coordinatore marchigiano dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Nota di merito infine, per il messaggio su carta esposto dall’Onda d’Urto che fa “Leggi speciali per gli ultras, stupratori in libertà…giustizia per Tommy!!!?. “Nessuna pietà per chi ha ucciso Tommaso!?, rincara la dose, di lì a poco, il 1977.
TIFOSI OSPITI. Da Sesto San Giovanni giungono in Riviera appena una decina di tifosi, fatti accomodare in tribuna laterali. In religioso silenzio per l’intera durata della gara, privi di vessilli e bandiere, ad eccezione degli striscioni T.F. e Viking, unitamente alle pezze “Regime sestese” e Adunata sediziosa” risulteranno una delle peggiori tifoserie viste a San Benedetto. L’unico spruzzo di biancoceleste – i colori sociali del sodalizio sestese – sta tutto nei due cappellini indossati da altrettanti tifosi lombardi. Per finire: lascano lo stadio con una decina di minuti d’anticipo.
CITANO’. Al Riviera anche una delegazione degli Sconvolts Civitanova, omaggiati, al solito, con canti di stima.

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