Monteprandone è al centro di grandi trasformazioni, uno sviluppo urbano, una crescita demografica che impongono una seria riflessione sul futuro. Ne parliamo con l’Assessore all’Urbanistica, Ambiente e Assetto del Territorio, il vicesindaco Adriano Bordoni. Nell’ultimo Consiglio comunale sono state discusse e approvate alcune proposte di lottizzazione. Che cosa accadrà nella zona degli ulivi? È anche previsto uno svasamento in zona Verdemare, di cosa si tratta?
Si tratta innanzitutto di due lottizzazioni, inserite già nel Prg, che hanno un basso indice di edificabilità, che rispettano tutti gli standard urbanistici del piano regolatore vigente. Il consiglio comunale ha inserito delle prescrizioni per migliorare la viabilità, come lo svasamento che è previsto in Via S. Maria delle Grazie per rendere più sicuro l’accesso alla strada provinciale.
Non crede che Monteprandone, e Centobuchi in particolare, abbiano raggiunto il limite di popolazione sopportabile, considerando che tutta la cittadinanza, per gli spostamenti, può utilizzare in pratica solo la Salaria?
È vero la popolazione sta crescendo, ma se in tanti scelgono di vivere nel nostro territorio, ciò è dovuto al fatto che si vive bene. Ci sono servizi e strutture che altri comuni non hanno. Per quanto riguarda la viabilità in particolare, siamo impegnati nella realizzazione della bretella che congiungerà Stella di Monsampolo, e quindi la nostra zona industriale, con la zona artigianale (all’altezza della S.E.I.), dove è previsto il nuovo svincolo della Ascoli–Mare, il cui progetto è in discussione presso l’Anas.
Che utilità avrà?
Toglierà dal centro di Centobuchi tutto il traffico pesante e di servizio alla zona industriale, oltre ad un più agevole collegamento con San Benedetto e Ascoli. Per la piccola viabilità interna abbiamo finanziato l’allargamento di Via Monterone, che facilita il raggiungimento del Santuario di san Giacomo, e il collegamento dell’83a strada con via I Maggio.
E per Via Paolucci?
Il parroco del Sacro Cuore ha chiesto all’Amministrazione la possibilità di ricavare nello spazio adiacente la chiesa, di proprietà della parrocchia, insomma dei locali coperti. Il Comune ha collaborato con la parrocchia, ritenendoli utili per il culto e per le attività ricreative. Inoltre ricaverà, dal solaio della nuova struttura, parcheggi ad uso pubblico per gli abitanti di Via Paolucci.
Zona industriale: nonostante le promesse i lavoratori e gli imprenditori sono di fronte al solito panorama…
Innanzitutto dopo lunghe trattative con il Piceno Consind, autorità di Bacino siamo riusciti a siglare con la Provincia l’Accordo di Programma che vede coinvolti le istituzioni pubbliche e gli imprenditori per reperire le risorse necessarie alla realizzazione delle infrastrutture mancanti. Il Comune ha già provveduto alla progettazione e sta avviando la gara per i primi progetti.
Cosa vorrebbe realizzare per Monteprandone prima della fine del mandato?
Mancano ancora tre anni alle prossime elezione, ma i grandi progetti vanno improntati per tempo. Credo che questo comune non meriti di rimanere esclusivamente periferia. Dobbiamo pensare ai servizi, alle strutture che servono ad una città. La realizzazione del nuovo campo sportivo, con annessa pista d’atletica, è stata già finanziata, mentre per la piscina, inserita nel nostro programma, c’è uno studio che non esclude l’intervento di privati. Per la programmazione urbanistica futura si sta lavorando ad una variante che non ha come obiettivo principale l’aumento degli indici edificatori ma la razionalizzazione di alcuni aspetti della viabilità, la qualità delle costruzioni e che incentivi gli insediamenti turistici e le attività di servizi alla persona.

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