SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La prevenzione dell’ictus attraverso un corretto uso della specifica radiografia alle arterie del collo chiamata “ecocolordoppler?: è l’idea da cui nasce il protocollo d’intesa della durata di un anno firmato questa mattina, sabato, dal presidente della Provincia di Ascoli Piceno Massimo Rossi, dal direttore della Asur 12 dott. Maurizio Belligoni e dal prof. Alessandro Costantini Brancadoro, fondatore (nel 1989) e presidente della “Società italiana di prevenzione dell’ictus cerebrale? (www.sipic.it), società che nel 1996 ha definito una delle sette linee-guida nel trattamento dell’ictus riconosciute a livello internazionale, denominata “Spread?.
Oltre alla promozione di alcuni fattori di prevenzione (corretta alimentazione, pratica di attività fisica e abolizione del fumo), il progetto si articola in due fasi:
1) la formazione dei medici di base (una prima giornata in tal senso si è svolta oggi all’ospedale, con la partecipazione di 63 sugli 82 medici presenti sul territorio della Asur 12), che dovranno prescrivere esami all’ecocolordoppler soltanto ai soggetti “a rischio?, definiti come segue: a) età superiore a 65 anni (il 23% dei 104 mila residenti nella zona di competenza); b) presenza di almeno due dei seguenti condizioni: ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica, insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale, arteriopatia periferica, diabete mellito, displidemia, fumo, abuso di alcol, ereditarietà. Questi pazienti avranno prenotazioni con una corsia preferenziale;
2) un miglioramento nell’elaborazione dei referti, come spiegano lo stesso Costantini Brancadoro, il vicepresidente della Sipic prof. Gaetano Lanza e il prof. Luciano Carbonari, direttore dell’unità Cardiovascolare degli Ospedali riuniti di Ancona. Il personale dell’ospedale verrà anzi supportato da specialisti della stessa Sipic e dell’équipe del prof. Carbonari (che opera già oggi all’interno della Asur 12).
L’ictus è oggi la terza causa di mortalità in Italia dopo l’infarto e il tumore. Ogni anno sono circa 130 mila i nuovi casi, 2/3 dei quali senza segni premonitori (pazienti “asintomatici? o “patologie silenti?). «Questo progetto è il primo del genere realizzato in Italia e forse in Europa», dice il prof. Costantini Brancadoro (sambenedettese, sebbene viva e lavori da anni a Milano), «e potremmo riproporlo prima nelle Marche poi in tutta Italia. In prospettiva l’attività di prevenzione potrebbe portare ad azzerare i casi di ictus».
«Il nostro ospedale dispone oggi di ben quattro ecocolordoppler, in dotazione ai reparti di medicina, chirurgia, neurologia e per il servizio di medicina sportiva», spiega Belligoni, «e nonostante questo abbiamo liste d’attesa eccessive. Svolgiamo circa 1.500 esami all’anno in questo ambito. Dobbiamo puntare ad averne un migliaio, ma mirati. In generale, infatti, il 90% di tutti gli esami “di controllo? dà esito negativo, ciò che vuol dire che almeno l’80% delle prescrizioni oggi non avviene in maniera appropriata».
Il progetto di prevenzione dell’ictus coinvolge anche il reparto di geriatria, oltre quelli citati. Per la Asur 12 è stato seguito dalla dott.ssa Giovanna Picciotti (responsabile del Distretto sanitario), per la Provincia dall’assessore alle Politiche sociali Licia Canigola e dal dirigente del relativo settore, Roberto Giovannozzi.

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