SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giunge dopo quasi un anno di attesa l’agognato atto comunale per la salvaguardia degli edifici nell’area della Riserva naturale della Sentina. I numerosi casolari ivi presenti sono stati catalogati in cinque classi, in base al loro valore storico-architettonico e ambientale. L’atto doveva essere approvato nell’estate 2005, cioè entro 6 mesi dall’istituzione della Riserva (delibera regionale n° 156 del 14 dicembre 2004). Formalmente esso rappresenta un adeguamento del Pars (Piano attuativo di riqualificazione e salvaguardia del patrimonio edilizio extraurbano del comune di San Benedetto) alla suddetta delibera.
Queste fasce di tutela interessano 18 casolari all’interno della Riserva: il più importante è la “Torre del Porto?, edificio risalente al 1543 che serviva come punto di controllo per il porto che sorgeva nella zona dell’attuale depuratore. L’edificio oggi presenta una forma ottagonale a causa delle superfetazioni architettoniche aggiunte nel tempo al corpo centrale. Si tratta dell’unico casolare inserito nella prima fascia di tutela e si potrà intervenire su di esso solo con interventi di restauro conservativo, ovvero di abbattimento delle superfetazioni.
Le altre fasce di tutela raggruppano edifici con minore valore storico, i più recenti dei quali risalgono all’immediato secondo dopoguerra. Va sottolineato che in tutta l’area della Riserva è assolutamente vietato costruire nuovi edifici o ampliare quelli già esistenti.
Grande la soddisfazione dell’Associazione Sentina (che ringraziamo per le immagini che troverete nella fotogallery) e di Pietro D’Angelo, segretario provinciale ed ex consigliere regionale dei Verdi, storico promotore dell’istituzione della Riserva e curatore della prima perimetrazione dell’area. Dopo la nascita del soggetto gestore ( il comitato di indirizzo ) e la stesura del suo statuto, manca ancora la Direzione (organo consultivo che comprenderà consulenti scientifici e associazioni ambientaliste), il regolamento ed il piano di gestione. Una volta aggiunti questi tasselli, sarà finalmente possibile compiere interventi concreti per i problemi più urgenti, uno su tutti l’erosione costiera. I fondi ci sono e aspettano solo di essere usati: 425 mila euro per investimenti e spese di funzionamento, messi a disposizione dalla Regione Marche e dal governo.

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