ROMA – I militari interessati – informa una nota del Ministero della Difesa – sono dislocati nelle più diverse aree del mondo: dai Balcani all’Afghanistan, dall’Iraq al Libano, dal Golfo Persico alle acque del Nord Europa, dall’Egitto alla Palestina a Israele, al Pakistan, al Marocco.
La distribuzione delle schede, per tutte le missioni, è avvenuta non appena i Consolati far il 24 al 26 marzo – hanno avuto a disposizione il materiale elettorale.
La legge che introduce il «Voto dei cittadini temporaneamente all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali» è la n. 22 del 27 gennaio 2006. Gli uomini e le donne con le stellette sono stati iscritti in appositi elenchi dell’Aire, l’Anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero.
Questi cittadini hanno potuto votare per i candidati della Circoscrizione Estero in cui ricade il rispettivo “teatro” operativo. Quindi, a differenza che in Italia, dove le liste sono bloccate, lì si sono potute esprimere singole preferenze, a seconda del numero di deputati e senatori che devono essere eletti in quella determinata area. E così ad esempio: in Bosnia e Kosovo, che ricadono nella ripartizione Europa 2 preferenze per l’elezione di 4 deputati e una preferenza per l’elezione dei 2 senatori; 1 sola preferenza in Iraq e in Afghanistan (ripartizione Asia, Africe e Oceania).
Le modalità per il recapito delle schede ai militari, e per il loro rientro in Italia, sono state messe a punto dai ministeri degli Esteri e della Difesa, tenendo conto delle «particolari situazioni locali». In ogni caso, le buste anonime con il voto sono state consegnate alle autorità consolari entro le ore 16:00 di giovedì 6 aprile. Questo spiega perchè, in alcuni casi, le urne sono già state chiuse da giorni.
È il caso di Herat, ad esempio, dove le buste dei militari italiani del Team di ricostruzione provinciale e degli aviatori della Fsb (la base di supporto avanzato), in tutto 350, hanno già raggiunto Kabul. Ed è pure il caso dei marinai imbarcati. L’equipaggio di nave San Giorgio, in attività addestrativa nel Mare del Nord, ha approfittato di una sosta in Olanda, lo scorso week end, per consegnare le buste al personale del consolato. Quello di nave Euro, che partecipa a Enduring Freedom, la lotta al terrorismo internazionale, ha invece approfittato di una sosta a Muscat.
L’Iraq tra tutti i teatri operativi è quello “più caldo”, anche per i risvolti sulla politica interna. Il pomeriggio del 23 marzo 2006, personale del Comando Operativo di vertice Interforze ha prelevato dal Ministero degli Affari Esteri i plichi contenenti il materiale elettorale, suddivisi in quattro contenitori: per il contingente di Nasiriyah, per il personale dell’Ambasciata di Baghdad, per il personale militare di stanza a Baghdad e per il personale militare di stanza a Bassora. Al mattino del 24 marzo, i contenitori sono stati imbarcati su un aeromobile dell’Aeronautica Militare in partenza dall’aeroporto di Roma Ciampino che è atterrato nel pomeriggio dello stesso giorno all’aeroporto di Tallil, ubicato nei pressi della base di Nasiriyah. Il giorno successivo il materiale è stato distribuito alle singole Task Force di Nassiriya, Baghdad e Bassora. Il 26 marzo i plichi sono stati consegnati agli interessati (che hanno dovuto firmare per ricevuta) e sono cominciate le operazioni di voto ora concluse.
Per tutte le altre missioni, il materiale elettorale, approntato dai Consolati, è stato consegnato a rappresentanti dei contingenti o delle missioni che lo hanno distribuito individualmente ai militari votanti.
Il diritto di voto viene esercitato sotto la responsabilità dei Comandanti dei reparti terrestri, o delle unità navali, che hanno riservato appositi locali ove il militare elettore può ritirarsi riservatamente ed esprimere il proprio voto.
E mentre a Kabul è stato istituito un seggio elettorale propriamente detto (con un locale dove sono state consegnate le schede e con cabine dove si è votato), a Nassiriya ogni singolo elettore ha potuto compilare le schede dove ha ritenuto più opportuno (nel proprio alloggio, in ufficio, purché si trattasse di un «locale riservato») e poi depositare la busta chiusa nell’urna.
Anche in questo caso, le schede votate sono state inoltrate ai consolati di competenza. Nella capitale afgana, ad esempio, i militari italiani (circa 1.400) hanno tempo fino alle ore 12 di giovedì 6 aprile, momento in cui le schede sono state consegnate all’ambasciata. A Nassiriya, invece (dove i soldati sono 2.600 e non c’è consolato), si è potuto votare fino alle 16, perchè i contenitori di schede votate in Iraq il mattino del 7 aprile saranno imbarcati su velivolo dell’Aeronautica Militare in partenza da Tallil per Roma Fiumicino.
Subito dopo l’atterraggio, i contenitori saranno consegnati, previa redazione d’apposito verbale, a funzionari del Ministero degli Affari Esteri, che ne assicureranno il recapito al Centro di Raccolta di Castelnuovo di Porto per le successive operazioni di spoglio.

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