SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I dirigenti del Ministero dell’Ambiente hanno ricevuto una delegazione composta da sindaci e assessori di 12 comuni costieri marchigiani e abruzzesi, delle Province di Ascoli e Teramo e delle Regioni Marche e Abruzzo. Oggetto dell’incontro la proposta di definizione definitiva dell’area marina protetta e la bozza di regolamento per il funzionamento del Parco. La Provincia di Ascoli, capofila del progetto, conta di concludere la procedura entro l’autunno.
L’ipotesi all’ordine del giorno prevede quattro zone soggette a diversi vincoli di tutela. La zona “A? tra Grottammare e Cupra Marittima è quella soggetta a tutela integrale, anche se restano consentite le attività balneari fino a 100 metri dalla battigia. In nessuna delle quattro aree verranno penalizzate le attività di pesca, anche se ci saranno delle inevitabili riorganizzazioni per l’attività particolarmente intrusiva delle vongolare.
Per quanto riguarda le edificazioni lungo la fascia demaniale, il regolamento non prevede ulteriori interventi oltre a quelli già previsti dagli strumenti urbanistici vigenti. L’iter formale ora prevede la riunione del Comitato istituzionale (composto dai soggetti promotori dell’accordo di programma) e quella del Comitato consultivo (ne fanno parte operatori turistici, pescatori, università, scuole, associazioni ambientalistiche e tutti quei soggetti interessati all’istituzione del Parco), entrambe previste il prossimo 21 aprile. Queste riunioni dovrebbero inaugurare un confronto con le comunità locali e preparare la bozza per il decreto istitutivo che poi sarà vagliata dal Ministero dell’Ambiente.
Se, come pare, si arriverà al testo finale nel prossimo autunno, ci sarà tempo utile per promuovere a livello nazionale il Parco Marino del Piceno in vista dell’estate 2007. Il lavoro in tal senso è già stato intrapreso: risale a due settimane fa la presentazione di una ricerca scientifica commissionata da Asteria (Agenzia per lo Sviluppo Tecnologico e la Ricerca Applicata) e realizzata da Daniela Zanzi che ha indagato la biodiversità ittica in prossimità delle scogliere da San Benedetto a Pedaso. Lo studio di queste nicchie ha rilevato una incoraggiante buona salute dell’ecosistema, motivo di richiamo per gli appassionati del turismo subacqueo e delle sue diverse modalità, come ad esempio lo snorkeling (l’osservazione delle specie ittiche posizionandosi appena sotto la superficie dell’acqua). L’istituzione del Parco potrà dunque dare impulso ad una nuova offerta turistica, oltre che allo sviluppo di servizi di tutela e di studio scientifico del nostro mare.

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