SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I giovani incontrano sempre più difficoltà a vivere a San Benedetto. Da un’indagine dell’Eurispes Marche, effettuata su un campione rappresentativo di giovani locali, emergono alcuni dati che devono far riflettere i futuri amministratori della città.
L’Istituto di ricerca ha voluto evidenziare due aspetti particolarmente importanti al fine di fornire una corretta chiave di lettura alle difficoltà cui deve far fronte la popolazione della città della Riviera delle Palme.
In primis è stata analizzata la propensione ai consumi. Il trend è caratterizzato dall’indebitamento complessivo ponendo particolare attenzione all’acquisto della prima casa che ha comportato un incremento della propensione all’indebitamento pari a +18,8% rispetto all’anno precedente (+1,5% rispetto alla media nazionale).
Stesso trend per il credito al consumo che ha fatto registrare un aumento del 24,4% (+1% rispetto alla media nazionale). Il restante indebitamento delle famiglie è costituito da prestiti concessi per altri motivi (spese mediche, spese per matrimoni, personali in genere etc.).
Il rischio per i prossimi 6-12 mesi del verificarsi di un aumento dei tassi variabili potrebbe causare la conseguente insostenibilità delle rate di mutuo. Infatti i ricercatori dell’Eurispes Marche segnalano un aumento del 37% dei mutui “sogno? a 30 o 40 anni, che sono stati accesi per cifre sproporzionate rispetto ad una disponibilità effettiva, invogliati da tassi d’interesse bassi e periodi di restituzione lunghi.
Attualmente il mercato segna una leggera flessione dei prezzi medi d’acquisto e un leggero aumento dei tassi d’interesse. Oltre una prevedibile crisi dei consumi si teme anche la conseguente impossibilità per le giovani coppie di far fronte all’acquisto di appartamenti a San Benedetto del Tronto con conseguente effetto migratorio nei paesi dell’hinterland e in particolar modo a Monteprandone, Acquaviva Picena e Martinsicuro.
Un altro aspetto che è stato evidenziato dall’indagine condotta dall’Istituto è quella relativa al rapporto dei giovani con il proprio lavoro. Le difficoltà maggiori, oltre che nella crisi di alcuni settori produttivi, sono riconducibili, nella realtà sambenedettese, anche all’applicazione di contratti che generano rapporti precari.
“I lavoratori atipici – sottolinea il presidente dell’Eurispes Marche Camillo Di Monte – risultano essere particolarmente vulnerabili sotto il profilo economico in quanto sono esposti più degli altri ai rischi di sotto-occupazione e disoccupazione e, al contempo, esclusi dal godimento di misure a sostegno e integrazione del reddito. La flessibilità lavorativa, inoltre, pone i lavoratori atipici in una condizione di vulnerabilità sociale in relazione a diversi aspetti della propria vita. Sono note le difficoltà di accesso al credito per i lavoratori atipici che, in assenza di busta paga, si ritrovano nella condizione di non poter usufruire di prestiti. Quindi sempre più spesso soprattutto i giovani sambenedettesi si ritrovano nella scomoda posizione di chi non incontra la fiducia da parte degli Istituti di credito per la concessione di prestiti ancora troppo vincolati alle garanzie reali?.
L’indagine Eurispes evidenzia che a San Benedetto viene fedelmente rispettata la situazione italiana, dove il 37% dei 30-34enni e il 18,3% dei 35-39enni ha un contratto atipico, vale a dire 1 lavoratore su 2.
“Se proviamo a simulare – ha spiegato il presidente dell’Eurispes Marche Camillo di Monte – come si troverà un co.co.co.co. di oggi tra 40 anni ipotizzando un reddito lordo di 12.000€ annui, dopo 40 anni di contribuzione potrebbe percepire a 65 anni 12.751,56 € pari a 980,89 €/mensili che attualizzati ammonterebbero a 453,12€. Con 35 anni di contribuzione lo stesso percepirebbe 8.503,30 annui pari a una pensione mensile di 654,10€ che attualizzata ammonterebbe a 333,61€?.

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