SPINETOLI – “Se ci voterete di nuovo, vi aboliremo l’ Ici sulla prima casa”. Questa l’incriminata dichiarazione del Primo Ministro, resa al termine del duello televisivo con Romano Prodi andato in onda lunedì 3 aprile. Indignate le reazioni delle personalità politiche di centrosinistra ai vertici di molte amministrazioni comunali nella vallata del Tronto.
L’Ici (imposta comunale sugli immobili) rappresenta la prima fonte di entrate per i bilanci comunali e serve a finanziare servizi come mense e trasporti scolastici, assistenza agli anziani e ai disabili, gestione dei rifiuti, attività culturali e promozione del territorio. Dato che la dichiarazione berlusconiana non spiega pubblicamente come sopperire a questo deficit di entrate, sindaci e consiglieri comunali si sono spontaneamente messi in contatto convocando una riunione con la stampa a nemmeno 48 ore di distanza dalla trasmissione televisiva. Concordi nel definire la frase come una boutade pre-elettorale, la gamma degli atteggiamenti andava dall’indignato stupore ad una ironica incredulità: offeso invece il tono del messaggio inviato via fax da Fabio Sturani in quanto presidente della sezione marchigiana dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani).
“Se avessero voluto veramente alleggerire l’Ici, perchè non lo hanno fatto nell’ultima legge Finanziaria?? ha commentato il sindaco di Spinetoli Canala, che ha rivendicato l’imposta sugli immobili come “un tributo che spetta di diritto ai Comuni in quanto compensa il drastico abbassamento dei trasferimenti statali?. Il sindaco di Offida D’Angelo ha affermato che “nel nostro bilancio di previsione 2006 l’aliquota fiscale sulla prima casa è già al suo minimo possibile, il 4 per mille?. Per Patrizia Rossini, sindaco di Castel di Lama, “questa falsa promessa denota quanto l’attuale premier sia nemico degli enti locali?; Luciano Agostini, vicepresidente della Regione Marche, si domanda come ovviare ad un mancato gettito fiscale che supera i 9 miliardi di euro. “I Comuni rientrano a pieno diritto nell’articolazione democratica dello Stato –prosegue- e non possono essere scavalcati in tale modo. Anche i sindaci del centrodestra combatterebbero con noi se si toccasse l’I.C.I.?
Sullo stesso tono i sindaci di Appignano e Cossignano, preoccupati per gli scompensi che andrebbero a colpire le fasce socialmente più svantaggiate. La loro sensazione di mancato rispetto è resa eloquente con un richiamo all’articolo 114 della Costituzione.
In chiusura è intervenuto anche il candidato sindaco di San Benedetto, Giovanni Gaspari, che ha comunicato che nella città delle palme l’Ici sulla prima casa versa nelle casse comunali ben 2,8 milioni di euro all’anno.

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