SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Cosa poter scrivere della Samb? Tutto sembra già detto: l’eccesso di caos che ha attraversato il club rossoblu negli ultimi mesi pare aver lasciato soltanto macerie. È di oggi, tra l’altro, la notizia che l’Enel ha interrotto il flusso di corrente elettrica nella sede della Sambenedettese Calcio, al “Riviera delle Palme?. «Vedremo, lunedì in qualche modo andremo avanti», afferma un po’ sconsolato il segretario Marchionni.
Una domanda: ma perché Soldini tiene ancora la Samb? Due risposte: la prima è perché nessuno si vuole accollare circa 2,5 milioni di euro. La seconda è che sotto ci deve essere qualcosa che è di difficile comprensione e di assoluta impossibile spiegazione. Perché, altrimenti, il romano di Maccarese (o di Ostia?) non porta al più presto i libri in tribunale, per accelerare le procedure di fallimento della Samb e far sperare la città nell’arrivo miracoloso di una nuova società.
«La Samb non fallirà», è andato ripetendo anche dopo la notte orribile del municipio di San Benedetto. Parole da pesare al bilancino, comunque…
Tremano anche Mastellarini e Paterna. Sapevano a chi vendevano la Samb o anche loro sono rimasti buggerati? Le fidejussioni firmate da Mastellarini mai ritirate e mai sottoscritte da Soldini fanno pensare ad un Mastellarini non proprio felice dell’affare. Tuttavia sono troppe le zone d’ombra e le continue accuse di Soldini nei confronti di Paterna potrebbero nascondere un bubbone inaspettato. Se anche il Tribunale di Bologna ha parlato di bilancio della Samb effimero…
Soldini è e resta un mistero: come la sua candidatura con Di Pietro, come il suo braccio destro Franco Fanali, descritto dal Corriere della Sera come un uomo di destra. Come la figuraccia rimediata davanti ai calciatori in municipio, e come gli incomprensibili assegni poi pagati appena due giorni dopo. Sia chiaro: ritardare i pagamenti verso i calciatori di due o tre mesi non è poi cosa tanto rara nel mondo calcistico attuale. Ma alcuni gravissimi errori della gestione di Soldini sono probabilmente tenuti nel freezer, e potrebbero successivamente costare tantissimo alla Samb.
Se oggi Voltattorni è stato nominato allenatore della Samb (dopo Ortega, Galderisi, Zecchini, Giannini, Chimenti, l’autogestione, Simonato, Chimenti, autogestione bis: siamo al record del decimo cambio tecnico nel corso della stagione!), la Samb dovrà comunque dimostrare, entro il prossimo 30 giugno, di aver pagato le spettanze dei propri calciatori entro il 31 marzo e di aver risolto i debiti con lo Stato alla stessa data (per una rata di circa 330 mila euro).
Ma quale può essere una via di uscita della situazione? I casi si restringono a tre: fallimento prima dell’iscrizione al prossimo campionato, e a quel punto occorrerà vedere se esiste una società seria pronta a subentrare; fallimento dopo l’iscrizione; oppure Soldini evita il fallimento e la squadra va avanti con un debito di due miliardi e mezzo (anche se con un concordato preventivo ci sarebbe la possibilità di abbattere la massa passiva, ad eccezione per i debiti con lo Stato).
Ma intanto la Samb-squadra deve pensare a salvare la Serie C1, e Pizzighettone è fondamentale.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.388 volte, 1 oggi)