SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una visione della politica e della società con al centro la Costituzione repubblicana e la scuola pubblica, quest’ultima non divisa in venti sistemi regionali, ma basata su tre “elle?: lingue (non solo l’inglese), logica (più sapere scientifico, su cui l’Italia è in ritardo), lavoro (soprattutto: formazione continua). Con questo programma sì si è presentata alla stampa l’europarlamentare Luciana Sbarbati, leader del Movimento dei Repubblicani Europei, capolista al Senato del suo partito, durante la sua visita a San Benedetto martedì 28 marzo.
Accanto a lei l’altra candidata al Senato, Maria Pia Silla, i segretari comunale Umberto Poliandri, provinciale Aldo Premoli, ed altri esponenti del partito, come Giovanna Calabresi, Giacomo Michelangeli, Arrigo Silvestri (quest’ultimo segretario comunale ad Ascoli e membro della segreteria nazionale).
Come preannunciato, la Sbarbati incontra nel pomeriggio alcune categorie economiche, all’hotel Calabresi: alle 15 i concessionari di spiaggia («i canoni di spiaggia restino invariati e vengano pagati in tutta Italia, non solo al centro-nord»), alle 16 con i rappresentanti delle associazioni di volontariato, culturali e sportive. Alle 17,30, infine, la Sbarbati parteciperà ad un convegno su “Formazione ormazione, scuola, università, ricerca. Per una scuola protagonista e costruttrice della qualità?.
«Berlusconi e il suo governo sono l’antirepubblica», ha attaccato la Sbarbati, «per i molti danni che hanno fatto attraverso leggi come quelle sulla scuola, il lavoro, l’ordinamento giudiziario, la sanità e soprattutto il tentativo di riformare la Costituzione, che va difesa sia con al prossimo referendum, sia insegnandola nelle scuole». A proposito dell’insegnamento della Costituzione, anzi, la Sbarbati ha annunciato di aver scritto al presidente della Repubblica Ciampi e ai leader dell’Unione.
La Sbarbati ha quindi motivato con una gragnola di cifre cosa intenda per “difesa della scuola pubblica di qualità?: «Il governo ha tagliato del 40% le supplenze», ha detto, «e proposto una riforma classista dell’istruzione. Al tempo stesso ha incentivato le scuole private, che spesso non rispettano le graduatorie pubbliche per l’immissione di nuovi insegnanti, la retribuzione prevista dai contratti nazionali, e gli standard di qualità. La scuola pubblica è oggi allo sfascio. Ha una struttura pachidermica, con più di un milione di dipendenti, di cui lo 0,8% sotto i 40 anni e il 46% sopra i 50. Vanno regolarizzati i precari e va favorito il ricambio tra generazioni nell’insegnamento. Ancora oggi raggiungiamo vette di abbandoni degli studi del 44% nel primo biennio delle superiori. Abbiamo 6 milioni di nuovi analfabeti, specie nel Nord-est, e solo un 6% di laureati contro una media europea del 12-15%. Spendiamo appena lo 0,9% del Pil in ricerca, contro una media europea del 3%».
Riferimenti anche alla laicità («se la religione compie invasioni di campo è solo perché la politica ha abbandonato il campo e non fa più proposte»), al turismo («valorizzare le enormi risorse culturali delle Marche») e le infrastrutture, con il potenziamento dei corridoi Adriatico e Tirreno e il rilancio del progetto delle “autostrade sul mare?, ovvero del trasporto su nave delle merci.
L’ultimo riferimento è stato alla politica: «Dobbiamo completare la transizione verso il bipolarismo», ha detto la Sbarbati, «con la costruzione del Partito democratico del centrosinistra».

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